Svelati tre segnali precoci che possono rivelare demenza e progressivo peggioramento della memoria

Come è giusto e normale che sia la salute prende una parte importante delle nostre preoccupazioni e delle nostre attenzioni. Non soltanto la nostra, ovviamente, ma anche, e soprattutto, quella delle persone che abbiamo accanto. Ancora di più se sono molto più grandi di noi. D’altronde, il benessere fisico e mentale è ciò che più importa, sopra ogni altra cosa. Non a caso tanti di noi cercano a tutti i costi di fare il possibile per mantenerlo.

Una giusta attenzione

Tanti in età adulta si ritrovano a prendersi cura dei propri genitori, ormai entrati nella fase della vecchiaia. In queste situazioni solitamente si è molto attenti a qualsiasi cambiamento relativo all’umore e alla salute fisica, di modo da poter essere pronti ad intervenire per aiutarli. Per quanto un’eccessiva preoccupazione non farà bene a nessuno dei due, una giusta attenzione si rivelerà al contrario utile e vantaggiosa.

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Svelati tre segnali precoci che possono rivelare demenza e progressivo peggioramento della memoria

Due degli spettri più grandi e preoccupanti in vecchiaia, senza dubbio, sono quelli della demenza senile e dell’alzheimer. Condizioni che influiscono moltissimo sul carattere e sulla personalità di chi ne soffre. Come sappiamo, non si tratta di malattie improvvise che scoppiano tutto d’un tratto. Al contrario, infatti, presentano un decorso progressivo, alle volte anche piuttosto lungo.

Bene, per questo, ecco svelati tre segnali precoci che possono rivelare demenza e progressivo peggioramento della memoria. Oltre ai sintomi cognitivi, e che quindi hanno a che fare direttamente con il sistema nervoso, esistono anche sintomi comportamentali, che si rivelano conseguenti ai primi, ma che possono comunque apparire precocemente e rappresentare in questo modo dei campanelli d’allarme.

Come è possibile approfondire qui, infatti, tra questi troviamo forti alterazioni dell’umore, specialmente legati a depressione e condizione di forte ansia. Oltre a disturbi del sonno e ad un’inclinazione verso agitazione e aggressività. I primi ad arrivare, solitamente, sono quelli legati alle emozioni piuttosto che ai comportamenti.

Dunque, ansia, tristezza e alterazione dell’umore. Come diciamo sempre, questi segnali da soli non potranno rappresentare una diagnosi, ne tantomeno una certezza di inizio della malattia. Se accompagnati ad altri, però, potrebbero rappresentare un motivo per eseguire degli accertamenti.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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