Servono circa 635.000 giovani da assumere subito per questi lavori che le aziende italiane considerano i più richiesti

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In Italia, più di 1 milione di giovani under 35 non studia e non lavora, e circa 40.000 giovani nella fascia 25-34 sono andati a lavorare all’estero. Questi dati si riferiscono al 2020, ma la situazione al presente non è cambiata di tanto. La cosa più preoccupante è che questi dati collocano l’Italia al primo posto in Europa per percentuale di NEET. Questa parola è un acronimo che significa ‘Neither in Employment nor in Education or Training’, cioè persone che non studiano, non lavorano e non stanno facendo formazione. Secondo Confartigianato, però, alle imprese mancherebbe il 52% della manodopera qualificata necessaria.

Quantificando, servono circa 635.000 giovani da assumere subito. Al momento, la percentuale più alta di NEET si rileva in Sicilia dove è di circa il 36%. La Provincia più virtuosa è invece Bolzano, con solo il 13% circa. Sono numeri importanti che indicano, tra le altre cose, un netto divario tra Nord e Sud Italia. Una questione sulla quale da tempo il mondo dell’impresa e del lavoro è impantanata. La pandemia da Covid 19 sembrerebbe aver peggiorato la situazione, aumentando le problematiche psicologiche e di tipo depressivo nei ragazzi.

Servono circa 635.000 giovani da assumere subito per questi lavori che le aziende italiane considerano i più richiesti

Confartigianato ha recentemente lanciato un nuovo allarme sul lavoro in Italia. Il presidente dei Giovani di Confartigianato Davide Peli ha spiegato, durante la convention dei Giovani Imprenditori, che nel mercato del lavoro italiano ci sono diversi paradossi. All’evento era presente anche la ministra per le Politiche giovanili, Fabiana Dadone. In particolare, dai dati del 2021 risulta che le aziende hanno grandi difficoltà soprattutto a trovare giovani con competenze digitali e con competenze green nella fascia Under 30. Questa che potrebbe essere una grande occasione per tanti ragazzi e ragazze che sono in cerca di un lavoro sta diventando invece una problematica molto sentita.

Confartigianato, nel presentare il suo rapporto alla convention dal titolo “2022. Tocca a noi”, ha spiegato bene la questione. C’è un divario importante tra il mondo delle imprese, dove l’Italia spicca in Europa per maggior numero di imprenditori e autonomi under 35, e il mercato del lavoro. Il presidente dell’associazione Marco Granelli ha spiegato che, per risolvere la questione, ci sarebbe bisogno di riforme specifiche che eliminino soprattutto gli ostacoli fiscali e burocratici. Per Granelli, bisogna investire sulle nuove generazioni e sulla scuola per ridurre il divario con il mondo del lavoro. Infine, bisogna incentivare lo studio e la crescita nei campi di innovazione, ricerca e internazionalizzazione.

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