Riempirà subito il portafoglio chi possiede questi 50 centesimi che potrebbero valere un tesoro

Riprendendo la nostra rubrica dedicata alla numismatica, oggi andremo a scoprire una serie di monete davvero molto particolari e ricercatissime. Come sempre, però, dovremmo fare qualche passo indietro nella storia dell’Italia. Infatti, è proprio qui che si nascondono gli esemplari più preziosi ed ambiti dai collezionisti.

Tra le monete più antiche e interessanti troviamo, ad esempio, la moneta da 10 lire del 1850, che potrebbe valere una fortuna per via di un piccolo particolare. Tuttavia, senza andare troppo indietro nel tempo, si possono trovare degli esemplari di notevole valore anche nell’epoca fascista. È il caso, ad esempio, delle monete da 2 lire coniate tra il 1937 e il 1938. Anche le monete che vedremo oggi appartengono a quel periodo della storia italiana. Infatti, parleremo dei 50 centesimi coniati in nichelio puro dal 1919 al 1935.

Una moneta di successo

Le monete da 50 centesimi emesse in quegli anni ebbero un grande successo presso la popolazione. Infatti, dopo la prima emissione di 3.700.000 pezzi nel 1919, si decise di aumentare il contingente a 29.450.378 pezzi nell’anno successivo. Tuttavia, dal 1929 in poi, si decise di ritirarle dalla circolazione per modificarne il contorno e renderlo rigato, anziché liscio. Nel giugno 1934, quindi, la Zecca modificò in totale 61.899.029 monete per poi rimetterle nuovamente in circolazione. Durante le fasi di godronatura, tuttavia, 112.500 pezzi vennero deformati e quindi distrutti.

Caratteristiche estetiche

Sul dritto troviamo il semibusto del Re in uniforme rivolto verso sinistra e circondato dalla scritta “VITT. EM. III RE D’ITALIA”. In basso, appena al di sotto del colletto, compare il nome dell’autore “G. ROMAGNOLI”.

Sul rovescio, invece, abbiamo una figura muliebre, allegoria della giustizia, su una quadriga trainata da leoni. In alto compare la scritta “AEQVITAS”, che letteralmente vuol dire proprio equità, giustizia. Sul carro compaiono, inoltre, le iniziali dell’autore “G.R.M.”, mentre in esergo troviamo il valore nominale, ossia “C. 50”. Alla base dei leoni, infine, vi è inciso l’anno di coniazione, sulla sinistra, e il segno della Zecca “R”, sulla sinistra.

Riempirà subito il portafoglio chi possiede questi 50 centesimi che potrebbero valere un tesoro

Dal 1926 fino al 1935, queste monete furono emesse soltanto per i numismatici ed i collezionisti. Per questo motivo, esse attualmente potrebbero valere un bel po’ di soldi. Infatti, nel corso di alcune aste, questi esemplari hanno raggiunto davvero cifre interessanti. Soltanto per citarne alcune, la moneta del:

  • 1926, con una tiratura di 500 pezzi, si vendette intorno ai 450 euro;
  • 1927, con una tiratura ancor minore, pari a 100 pezzi, fu piazzata a 700 euro.

Dal 1928 in poi, invece, il contingente diminuì fino a 50 pezzi per ciascuna moneta. Quindi, l’esemplare del:

  • 1928 potrebbe valere sui 1.000 euro;
  • 1929, invece, intorno ai 1.300 euro;
  • 1930 si vendette a circa 1.500 euro;
  • 1931 e 1934 intorno ai 1.600 euro.

Gli esemplari degli anni 1932, 1933 e 1935, invece, furono piazzati a 2.000 euro.

Quindi, ecco perché riempirà subito il portafoglio chi possiede queste incredibili monete che tutti i collezionisti vorrebbero possedere.

Lettura consigliata

Potrebbe valere quasi 20.000 euro questa moneta da 20 lire che ogni collezionista vorrebbe possedere

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