Quando vendere azioni impostate al rialzo

EssilorLuxottica

La regola in Borsa per guadagnare con costanza è lasciare correre i guadagni e tagliare le perdite. Solo in questo modo è possibile ridurre parzialmente il rischio insito in un investimento azionario.

Andiamo, quindi, a vedere quando vendere azioni impostate al rialzo come quelle EssilorLuxottica. Prima di tutto, però, ricordiamo che investire in Borsa con basso rischio non è proprio possibile con questo titolo. Il suo beta a un anno, infatti, è pari a 1,1. Il titolo, quindi, amplifica di circa il 10% i movimenti dell’indice di riferimento.

Quando vendere azioni impostate al rialzo secondo l’analisi grafica

Il titolo EssilorLuxottica (EURONEXT:EL) ha chiuso la seduta del 6 ottobre a quota 152,25 euro, in ribasso dell’1,33% rispetto alla seduta precedente.

La tendenza in corso è rialzista (linea tratteggiata) e la tenuta del supporto in area 151,25 euro potrebbe essere un ottimo indizio di forza del titolo. Fino a quando questo supporto reggerà, infatti, sarà molto probabile che le quotazioni possano raggiungere l’obiettivo successivo in area 165,50 euro. Questo livello di prezzo potrebbe rappresentare un punto nodale per il futuro di EssilorLuxottica. Già in passato, infatti, questo livello ha rappresentato un punto di approdo di un rialzo costringendo le quotazioni all’inversione. Al suo superamento, quindi, le azioni potrebbero dirigersi verso la massima estensione del rialzo in area 180 euro.

Qualora, invece, il supporto in area 151,25 euro dovesse cedere, allora le quotazioni potrebbero accelerare al ribasso rafforzando lo scenario indicato dalla linea tratteggiata. Una conferma del ribasso si potrebbe avere nel caso di una chiusura giornaliera inferiore a 147,41 euro. In questo caso aprire posizioni short potrebbe essere un’ottima scelta.

EssilorLuxottica

La valutazione di un titolo azionario che potrebbe accelerare al ribasso

EssilorLuxottica è un titolo equilibrato in quanto qualunque sia l’aspetto che si analizza (bilancio, valutazione, prospettive future, dividendo) ottiene un giudizio buono. Ad esempio, secondo il rapporto prezzo su utili il titolo risulta essere sopravvalutato rispetto alla media del settore di riferimento. Se, invece, si considerano il rapporto prezzo su fatturato e il Price to Book ratio il titolo è sottovalutato. Anche il fair value, calcolato con il metodo del discounted cash flow, esprime una sottovalutazione di oltre il 35%.

Questo giudizio, secondo quanto riportato sulle riviste specializzate, è confermato dagli analisti che vedono una sottovalutazione di circa il 17%. Tuttavia, la dispersione tra le diverse raccomandazioni è sensibilmente elevata essendo circa pari al 10%.

Lettura consigliata

Dove sono diretti ora i mercati azionari a Wall Street?

Si invita a leggere attentamente le Avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore, consultabili QUI»

Consigliati per te