Quale guadagna di più tra un BTP, un conto deposito o un Buono postale

Il mercato oggi offre diversi strumenti per chi ha soldi sul conto corrente e volesse investire questo denaro in modo sicuro nei prossimi mesi. Tra questi ci sono i Buono del Tesoro poliennali, i conti di deposito e i Buoni postali. A differenza delle azioni, questi strumenti offrono un guadagno certo e sicuro. Scopriamo quali dei tre offre gli interessi più alti nel breve periodo.

Il rialzo dei tassi ha fatto aumentare i rendimenti dei titoli del credito. Obbligazioni, conti di deposito ma anche Buoni postali oggi rendono di più che all’inizio dell’anno. Chi investe del denaro nell’attuale contesto di mercato ottiene dei ritorni in conto interesse decisamente maggiori rispetto a un anno fa.

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Dove conviene investire oggi grandi e piccole somme a 24 mesi

I Buoni del Tesoro poliennali quotati hanno subito un calo dei prezzi che ha fatto aumentare i rendimenti. Le banche hanno alzato negli ultimi mesi i tassi di interesse dei conti di deposito per renderli concorrenti con quelli delle obbligazioni governative. Anche le Poste italiane sono state costrette ad aumentare i rendimenti dei Buoni fruttiferi postali. L’ultimo ritocco è stato fatto a inizio luglio.

Il risparmiatore che oggi voglia investire il proprio denaro con un orizzonte temporale limitato e un alto grado di sicurezza, ha l’imbarazzo della scelta. Può puntare sulle obbligazioni governative con vita residua breve oppure scegliere tra conti di deposito o Buoni postali. Ma quale dei tre renderà maggiormente alla fine del periodo di investimento? In sostanza, quale dei tre strumenti offre un maggiore tasso di interesse sul capitale investito?

Quale guadagna di più tra un BTP, un conto deposito o un Buono postale

Ipotizziamo che un risparmiatore voglia investire dei soldi rimasti sul conto corrente, ma abbia la necessità di disporre della cifra tra circa due anni. Alcuni BTP scadono tra luglio e settembre del 2024, ovvero tra circa 24 mesi. Ognuno di questi Buoni del Tesoro poliennale rende mediamente l’1,6% annuo netto al momento dell’analisi. Per esempio, il BTP con scadenza a settembre del 2024 (Isin: IT0005001547), al prezzo di 103,5 rende a scadenza l’1,7% netto annuo.

Scopriamo se il migliore conto di deposito può fare di meglio. Al momento dell’analisi sul mercato esiste un conto di deposito che offre un rendimento leggermente maggiore del BTP. Questo conto ha un tasso di interesse che a scadenza dei 24 mesi è pari all’1,8% al netto dell’imposizione fiscale e delle spese bancarie.

Su quale Buono postale conviene puntare

Analizziamo l’offerta delle Poste e verifichiamo se un Buono postale può essere concorrenziale. Il Buono fruttifero postale con la scadenza più ravvicinata, il 3×2, offre un rendimento solamente dopo 3 anni, quindi non è indicato per un investimento a 2 anni.

Il Buono ordinario postale, invece, che ha una durata massima di 20 anni, paga gli interessi una volta all’anno. Al momento dell’analisi il rendimento effettivo lordo dopo il primo anno è dello 0,50% e dello 0,55% nel secondo anno.

Questi numeri suggeriscono abbastanza chiaramente quale guadagna di più tra i tre investimenti su un arco temporale di 24 mesi. Se, invece, il risparmiatore avesse un orizzonte temporale di 36 mesi, il nuovo Buono postale Premium potrebbe essere concorrenziale.

Questo strumento è stato appena emesso dalle Poste per vincere la concorrenza di altri strumenti con un orizzonte temporale breve. I rendimenti del Buono Premium sono molto interessanti, a patto, però, che una volta sottoscritto, lo si detenga fino alla scadenza.

Lettura consigliata

Titolo di Stato BTP con super cedola in arrivo e rendimento netto

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