Pochi sanno che l’aumento di colesterolo e trigliceridi può anche ingrossare la prostata

In questi ultimi due anni abbiamo veramente riscoperto il valore della salute e del benessere. Il famoso adagio che recita “la salute è la ricchezza più importante” si è riproposto di estrema attualità. Ovviamente non dimentichiamo il valore della famiglia, ma ci stiamo occupando di ciò che non fa parte del sociale. La nostra Redazione è sempre molto attenta nel proporre suggerimenti e novità che possano aiutare i Lettori a vivere meglio. In quest’ottica pochi sanno che l’aumento di colesterolo e trigliceridi può anche ingrossare la prostata. Sono importanti studi medici internazionali a sostenerlo e sono consultabili sui maggiori siti di ricerca come AIRC e Fondazione Umberto Veronesi.

Attenzione alla soglia fatidica dei 50

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Per tutti gli uomini la fatidica e famosa soglia dei 50 anni rappresenta uno step importante per sottoporsi a due controlli importantissimi: prostata e colon. Soprattutto se siamo abituati a un tipo di vita sedentaria, oppure non ci sottoponiamo a una dieta equilibrata e controlli periodici, prestiamo molta attenzione. Aggiungendo puoi anche i “carichi” di fumo, obesità e alcol la soglia di attenzione deve alzarsi ulteriormente. Come dicevamo all’inizio, infatti la scienza medica è sempre più concorde nel sostenere che l’ingrossamento della prostata potrebbe anche dipendere da altri fattori.

Pochi sanno che l’aumento di colesterolo e trigliceridi possono anche ingrossare la prostata

Quali sono questi complici della possibile iperplasia prostatica benigna? Eccoli:

a) sovrappeso;

b) aumento del colesterolo e dei trigliceridi;

c) pressione sanguigna troppo alta;

d) sviluppo del diabete di tipo 2;

e) alterazioni del metabolismo;

f) diminuzione nella produzione dei testosteroni.

Ecco perché come ribadiamo sempre è fondamentale condurre una vita attiva, serena ed equilibrata il più possibile per prevenire ogni tipo di malattia.

Terapia farmacologica e cambio di alimentazione

Nel caso in cui ci sottoponessimo agli esami e l’esito fosse proprio quello di una iperplasia prostatica, il medico ci sottoporrà a una terapia farmacologica. Oltre a ciò, ci sono ovviamente degli alimenti che concorrono a lenire l’infiammazione dando una mano alle medicine. Fatalità anche in questo caso, il miglioramento della prostata coincide con l’abbassamento del colesterolo. Quindi, una maggiore assunzione di pesce magro, frutta e verdure, olio extravergine. Riduzione degli zuccheri, ma anche degli alimenti grassi, con eliminazione almeno per un periodo di fritti e condimenti troppo ricchi.

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(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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