Perché mangiare frutta dopo pranzo fa male

La frutta è un alimento che contiene carboidrati, fibre, qualche proteina e pochi grassi, ricca di vitamina C, vitamina A, le vitamine B1 e B2.

In realtà la frutta non fa cosi bene come molti pensano, o meglio, bisogna capire in quali momenti della giornata sarebbe meglio evitare di mangiarla.

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Generalmente molti amano mangiare della frutta a fine pasto, un’abitudine che può sembrare salutare quando in realtà potrebbe essere da sconsigliare.

La frutta generalmente velocizza il metabolismo, il fruttosio è trasformato nell’organismo in glucosio, perciò è indispensabile utilizzare quest’apporto energetico non lasciandolo accumulare nel corpo sotto forma di grasso.

Sarebbe più opportuno mangiare la frutta a stomaco vuoto, giacché a fine pasto richiederebbe maggior tempo per essere assimilata, e potrebbe anche minare all’assorbimento di alcune vitamine.

Ecco perché mangiare frutta dopo pranzo fa male

Se è vero quindi che mangiare la frutta dopo pranzo faccia male, è lecito domandarsi quale sia il miglior momento per assumerla.

I momenti migliori per mangiare frutta sono al mattino, a colazione o come merenda, quindi come spuntino lontano da un pasto, al fine di evitare di affaticare il processo di digestione.

La colazione può essere ritenuta quindi il momento migliore. A stomaco vuoto è facilmente digerita e fornisce un grande quantitativo di energia per affrontare la giornata.

Deve anche esserci un giusto bilanciamento tra frutta e gli alimenti cui è accompagnata. Nel caso in cui si consumi latte ad esempio, andrebbero affiancati frutti non acidi come pera, mela o banana.

La merenda di metà mattina o del pomeriggio potrebbero anche essere occasioni per digerire e assimilare meglio la frutta, fornendo un ottimo apporto nutrizionale.

Alcuni consigli su come consumarla potrebbero essere ad esempio, mangiare esclusivamente frutta matura per ottenere maggiori benefici.

Lavarla sempre in maniera attenta per rimuovere eventuali pesticidi e non considerare la buccia come uno scarto, ma come una parte ricca di fibre.

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e non si sostituiscono in alcun modo al consulto medico e/o al parere di uno specialista. Non costituiscono, inoltre, elemento per la formulazione di una diagnosi o per la prescrizione di un trattamento. Per questo motivo si raccomanda, in ogni caso, di chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista e di leggere le avvertenze riportate QUI»)

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