Pagare le cartelle esattoriali diventa più leggero così e il decreto fiscale introduce altri 2 vantaggi

Nella seduta del 15 ottobre, il Consiglio dei Ministri (CdM) ha approvato il decreto fiscale collegato alla prossima Manovra. In particolare, il decreto introduce, nella parte legata alla riscossione, elementi di novità volti ad attutire il peso delle cartelle esattoriali.

Per la revisione dell’IRPEF, invece, abbiamo già visto quali potrebbero essere le novità.

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Ritornando alle cartelle, da mesi siamo proiettati verso la ripresa integrale della normalità. Tuttavia, bisogna prima produrre e guadagnare per poter pagare.

Risponde a questa logica, ad esempio, la dilazione dei pagamenti delle cartelle che stanno arrivando dal 1° settembre. Si tratta delle notifiche di pagamento che stanno giungendo dopo la fine del blocco (della riscossione). Ma alla stessa logica risponde anche la concessione di più tempo per saldare le rate delle ultime sanatorie, dalla rottamazione ter al saldo e stralcio.

L’adempimento spontaneo portato a 150 giorni

Nel complesso, quindi, il pacchetto di disposizioni mira a concedere tempo a questi particolari contribuenti. Pertanto pagare le cartelle esattoriali diventa più leggero così e il decreto fiscale introduce altri 2 vantaggi, che a breve esporremo.

La prima novità, come già anticipato, riguarda l’allungamento dei termini per l’adempimento spontaneo delle cartelle di pagamento. Il riferimento è a quelle notificate dallo scorso 1° settembre e fino al prossimo 31 dicembre. Invece dei vecchi 60 giorni di tempo, si passa a 150 giorni: 5 mesi di tempo per saldare quanto dovuto.

Entro questa finestra temporale non saranno dovuti interessi di mora a carico del contribuente. Inoltre, afferma il decreto, in tutto questo tempo l’agente della riscossione non potrà agire per il recupero del debito dovuto.

Pagare le cartelle esattoriali diventa più leggero così e il decreto fiscale introduce altri 2 vantaggi

Vediamo adesso le altre principali novità presenti nel decreto fiscale collegato alla prossima Legge di Bilancio 2022.

Innanzitutto il decreto prevede che possano essere versate entro il prossimo 30 novembre la rate della rottamazione ter e del saldo e stralcio già scadute. Il riferimento, in questo caso, è a quelle in scadenza nel 2020 e a quelle in scadenza dal 28 febbraio 2021 allo scorso 31 luglio.

Infine si estendono da 10 a 18 il numero di rate il cui mancato pagamento comporta la decadenza dei piani di rateizzazione. Ricordiamo che questi piani di rateizzazione erano stati concessi prima della sospensione (della riscossione) Covid 19.

La novità, quindi può definirsi una sorta di riabilitazione dei c.d. debitori decaduti.

Chi non ha pagato rate di cartelle i cui piani di dilazione erano in corso all’inizio della sospensione Covid 19 (l’8 marzo 2020), ha tempo fino al prossimo 31 ottobre. Entro il nuovo termine si può saldare il debito. La proroga comprende le rate che dovevano essere saldate entro lo scorso 30 settembre.

Approfondimento

Alle partite IVA in regime forfettario la riforma fiscale potrebbe portare presto l’aumento delle tasse.

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