Nuove norme sulla quarantena e verso l’estensione del super Green Pass, ma intanto l’economia?

Quali saranno i nuovi provvedimenti per fronteggiare la pandemia?

Si procederà ad una estensione del Green Pass rafforzato per tutti i luoghi di lavoro?

Ma intanto, come si stanno gestendo le problematiche economiche, in relazione alla situazione sanitaria?

Nuove norme sulla quarantena e verso l’estensione del super Green Pass, ma intanto l’economia?

L’ultimo provvedimento del governo per fronteggiare il Covid ha esteso l’uso del cosiddetto Green Pass rafforzato (quello per cui non basta effettuare un test o un tampone) a diversi ambiti, come quello relativo al trasporto pubblico locale.

Unitamente ad una revisione delle regole in materia di quarantena.

Ma sono probabili nuovi interventi nella prossima riunione dell’esecutivo.

Questa congerie di disposizioni pone e porrà diverse problematiche, cui noi tentiamo di dare una risposta in questo articolo.

Alcune riguardano aspetti applicativi, collegati ad esempio all’esercizio di fondamentali diritti del cittadino.

Altre si riferiscono alla valutazione se tali norme abbiano realmente un senso, nell’attuale situazione, e se tutto questo comunque serva alle reali esigenze dell’economia. Soprattutto di determinati settori.

Nuove norme sulla quarantena e verso l’estensione del Super Green Pass, ma intanto l’economia?

Di seguito una breve scaletta dei temi trattati.

  • Estensione del Green Pass rafforzato al trasporto pubblico locale e forse, in futuro, in tutti i luoghi di lavoro: quali problematiche?
  • Nuove regole sulla quarantena: servono davvero?
  • Intanto, cosa succede all’economia e gli interventi ipotizzati servirebbero?

Estensione del Green Pass rafforzato al trasporto pubblico locale e forse, in futuro, in tutti i luoghi di lavoro: quali problematiche?

Tra i provvedimenti assunti dall’esecutivo, l’estensione del Green Pass rafforzato a molti ambiti, compreso il trasporto pubblico locale.

Già la presente estensione pone non pochi problemi.

Uno su tutti: gli studenti che non si vaccinano, e che non hanno altri mezzi per recarsi a scuola (compresi coloro che ancora fanno parte della scuola dell’obbligo), come fanno?

Tanto valeva dire che si prevede l’obbligo vaccinale per la scuola, o per la quasi totalità di chi vi si reca, ovviamente con l’eccezione di chi possa recarvisi con mezzi di trasporto privati.

Potrebbe insorgere anche un problema giuridico

Se, infatti, vaccinarsi non è obbligatorio, chi non possa recarsi a scuola, perchè non provvisto di mezzi privati, potrebbe addurre un’assenza determinata da legittimo impedimento?

Personalmente riterrei di sì, visto che vale sempre l’impossibilità ad adempiere un obbligo, quale esimente legale dal medesimo, intesa non solo in senso assoluto, ma anche come soverchia difficoltà ad adempierlo.

E, visto che la vaccinazione non è un obbligo e che spesso il trasporto pubblico locale è l’unico mezzo per recarsi a scuola, la risposta mi parrebbe appunto ovvia.

Ma nella prossima riunione l’esecutivo potrebbe anche approvare un’estensione generalizzata del Green Pass rafforzato per l’accesso a tutti il luoghi di lavoro.

Occorre tuttavia considerare, ad esempio, che non tutti i lavoratori sono dipendenti.

Pensiamo, ad esempio, al settore giustizia.

Ai processi, che richiedono la presenza di professionisti, come gi avvocati.

Se un libero professionista non si vaccina, come potrà celebrarsi il processo, senza far venir meno il diritto della parte alla scelta del proprio professionista di fiducia?

Queste ed altre problematiche non trovano una precisa risposta del governo, se non quella che non resta che vaccinarsi, ma allora non si introdurrebbe surrettiziamente un obbligo, invece non esistente?

Nuove regole sulla quarantena: servono davvero?

L’elevata contagiosità della variante Omicron ha comportato una modifica della disciplina relativa alle quarantene.

Diversamente si sarebbe corso il rischio di bloccare il Paese.

Ma la quarantena continua comunque a sussistere, sia pur annullata in alcuni casi e diminuita nelle tempistiche in altri.

Al tempo stesso, va comunque rimarcata una circostanza di non poco conto.

A fronte dell’elevato numero di contagi, il tracciamento è sostanzialmente saltato.

Questo implica che non si possano rintracciare molte persone, che sono rimaste contagiate.

Viene quindi spontaneo domandarsi, a fronte del rilevantissimo numero di persone contagiate, ma non rintracciabili, se abbia ancora un senso costringere comunque un numero di persone minoritario alla quarantena, quando comunque la maggior parte dei contagi rientrano probabilmente nel dark number dei non rintracciabili.

Certo, esiste anche l’isolamento volontario, ma quante persone vengono a contatto con contagiati, senza neppure rendersene conto?

Intanto, cosa succede all’economia e gli interventi ipotizzati servirebbero?

Tutti gli interventi assunti nell’ultima riunione, unitamente ad una possibile estensione del Green Pass rafforzato nella prossima riunione dell’esecutivo a tutti i posti di lavoro, quale utilità potrebbero rivestire per l’economia?

Probabilmente, anche qualora si stabilisse un obbligo vaccinale generale, soprattutto certi settori dell’economia, tra i più penalizzati, non avrebbero alcun giovamento.

Spieghiamo perché.

I settori attualmente più penalizzati sono quelli che risentono maggiormente del timore generalizzato, legato all’attuale variante Omicron.

Un timore che, ad esempio, ha comportato molte disdette anche in ristoranti e strutture turistiche.

Il motivo principale di questo fenomeno potrebbe essere ricondotto a cosa diceva il famoso poeta romano Trilussa in un suo componimento.

Ossia che la statistica è quella cosa per cui, se si mangia un pollo a testa, magari una persona ne mangia due, e un’altra nessuno.

Questo implica che molte persone non siano interessate ai dati statistici sui minori rischi conseguento ai cicli vaccinali.

Nessun esperto può infatti escludere che una persona, anche se le sono state somministrate varie dosi di vaccino, non possa comunque infettarsi e morire.

I casi di questo tipo ci sono stati

Risulta quindi naturale pensare: e se capitasse a me?

Al singolo interessa cosa potrebbe capitare a lui, o alle persone a lui vicine, non alla generalità delle altre persone.

Ecco, quindi, che il diffondersi incontrollato della pandemia soprattutto per i citati settori economici comporta di fatto un lockdown, pur in assenza di disposizioni delle autorità.

Anzi, una situazione ancora peggiore.

Nel lockdown disposto dalle autorità, quanto meno certi imprenditori sanno a priori che devono stare chiusi e quindi non affronteranno alcuna spesa.

Invece in questa situazione molti, come i ristoratori, se intendono restare aperti devono affrontare spese, che poi si rivelano mere perdite, a fronte di un consistente numero di disdette.

Risulta quindi evidente che il porsi solo il problema di evitare un’eccessiva pressione sulle strutture ospedaliere e sanitarie non risolve certi problemi economici.

Come non li risolve un vaccino che non sia dotato di notevole efficacia contro il contagio.

Ne consegue che porsi solo la questione della gravità del virus, che viene attenuata o evitata dai vaccini non risolve, come da parte nostra evidenziato sin dalla fase iniziale della pandemia, soprattutto certe problematiche economiche. Neppure l’obbligatorietà del vaccino erga omnes potrebbe realizzare un tale obiettivo.

Proprio perché alle persone interessa la situazione singola, non collettiva

Si conferma quindi una volta di più l’esigenza di investire molte più risorse, a partire da quelle del PNRR, nella sanità e nella ricerca.

Invece non pare proprio che il comparto sanità abbia ricevuto quella priorità che soprattutto in una situazione di questo tipo le spettava, considerando i numeri inerenti ai diversi ambiti, in cui si suddividono i programmi di spesa pubblica.

Direi che le conseguenze sono, appunto, evidenti.

Se è vero che il vaccino non risolve certi problemi, allora una volta di più s’impone la necessità di trovare molti più approcci terapeutici che evitino conseguenze gravi o mortali per chi infettato, situazione che peraltro ha già riguardato e continuerà a riguardare anche chi già vaccinato, nonostante una probabile minor gravità di questa variante.

Del resto, non possiamo neppure essere sicuri che in futuro non intervengano ulteriori varianti.

Ed anche il governo, comunque, pare aver abdicato al principio che con la campagna vaccinale si sarebbe tenuto tutto aperto, avendo disposto nuovamente la misura del 50% del pubblico negli stadi e la chiusura di discoteche e sale da ballo.

Eppure proprio Draghi aveva detto che non potevamo più permetterci di chiudere.

Ed allora?

Vogliamo concludere queste nostre riflessioni, lasciando il lettore con una domanda.

Visti gli attuali livelli di contagio, che riguardano vaccinati e non, la misura prioritaria parrebbe quindi quella di estendere, informalmente o apertamente, l’obbligo vaccinale, o non invece quella di puntare su altro, a partire dalle risorse finanziarie messe a disposizione?

Certo, non è detto che si riuscirebbe comunque a trovare una terapia molto più efficace di quelle attualmente disponibili, ma esiste almeno l’obbligo di tentare.

Di ragionamenti su cui basarsi per farsi un’opinione ne esistono comunque diversi.

Per concludere su “Nuove norme sulla quarantena e verso l’estensione del super Green Pass, ma intanto l’economia?”, modestamente, abbiamo espresso un punto di vista basato su una serie di riflessioni critiche.

D’altra parte, riteniamo che certi numeri non mentano e che quelli relativi ai contagi, ma anche alle disdette di occasioni conviviali e verso strutture turistiche, sia sotto l’occhio di tutti.

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT

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