Novità pensioni con falsa speranza per i disoccupati

Nella manovra della Legge di Bilancio 2021 è inserita anche la proroga Ape Sociale e l’Opzione donna. Dallo schema della Legge di Bilancio, presentata al Governo, salta la possibilità di accedere all’Ape Sociale anche per i disoccupati privi dei requisiti che permettono l’accesso alla NASPI.

Questa misura di ampliamento dei beneficiari era inserita nelle prime bozze del DDL, ad annunciarla il Governo. Ma le novità pensioni, con falsa speranza per i disoccupati, ecco quali saranno i nuovi requisiti.

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Novità pensioni con falsa speranza per i disoccupati: i requisiti nel 2021

Salvo modifiche in corso di esame parlamentare, i requisiti per accedere all’APE Sociale nel 2021 sono gli stessi del 2020.

Nello specifico possono accedere all’Ape Sociale coloro che hanno cessato l’attività lavorativa, hanno maturato un’età anagrafica di 63 anni.

Inoltre, gli interessanti devono trovarsi in uno dei quattro profili di tutela: disoccupati, caregiver, disabili e lavori gravosi.

Le quattro tutele nel dettaglio

La prima tutela riguarda i lavoratori disoccupati con almeno trenta anni di contributi, che si trovano in stato di disoccupazione a seguito della perdita involontaria del lavoro, anche collettivo, dimissione per giusta causa, risoluzione consensuale nella conciliazione obbligatoria; contratto a termine.

Per poter accedere resta necessario aver terminato da almeno da tre mesi il godimento della disoccupazione indennizzata (NASPI).

La novità pensione con falsa speranza per i disoccupati riguardava l’eliminazione di questo ultimo requisito. Un’apertura maggiore verso i lavoratori disoccupati.

La seconda tutela riguarda i lavoratori che assistono il familiare con handicap grave, da almeno sei mesi dalla domanda di pensione con almeno trenta anni di contributi.

Possono accedere i lavoratori che assistono il coniuge, il parente in unione civile, un parente affine al primo grado. Sono considerati anche i familiari di secondo grado, qualora i genitori o il coniuge o affine di secondo grado abbiano compiuto 70 anni o siano mancanti o deceduti.

Inoltre, il lavoratore deve avere la convivenza con il  familiare con Legge 104 art. 3 comma 3 d’assistere.

La terza tutela riguarda i lavoratori invalidi con almeno trenta anni di contributivi con il riconoscimento di invalidità civile con una percentuale invalidante del 74%.

Infine, la quarta tutela riguarda i lavoratori con almeno 36 anni di contributi che svolgono mansioni gravose, qui l’elenco INPS.

La mansione lavorativa deve essere svolta per almeno sei anni, negli ultimi sette anni. È possibile accedere anche se l’attività è svolta per almeno sette anni negli ultimi dieci anni.

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