Accordo commerciale UE-Messico: cosa cambia per i cittadini e per le aziende italiane

A fine marzo è stato firmato e rinnovato un importante accordo commerciale tra Unione Europea e Messico, noto come Accordo globale modernizzato, affiancandolo ad un Accordo commerciale provvisorio. Al di là della valenza geopolitica ed economica, l’accordo risulta produrre notevoli effetti anche sulla quotidianità dei cittadini e sul Made in Italy.

Cosa prevede l’Accordo

L’Accordo Messico mira a rafforzare il dialogo politico e la cooperazione tra le due parti, creando opportunità in settori come il commercio, gli investimenti e le tecnologie pulite.

Nel concreto prevede degli importanti cambiamenti nelle politiche doganali tra i due stati, di fatti viene eliminata la quasi totalità delle tariffe doganali reciproche, rendendo lo scambio di merci estremamente più economico. La liberalizzazione tra i due mercati va a comprendere poi una serie di materiali strategici per la transizione verde e digitale, riducendo la dipendenza da altri mercati monopolistici, e il settore degli appalti, permettendo alle imprese europee di partecipare agli appalti pubblici in Messico su un piano di piena parità con le imprese locali, aprendo così enormi mercati nei settori finanziario, digitale e dei trasporti.

Ma la novità più interessante la ritroviamo soprattutto per quanto riguarda le specialità agroalimentari italiane. In pratica, l’Accordo sancisce la protezione per ben 336 indicazioni geografiche europee (vino, birra, formaggi) e 232 distillati. In altri termini: stop ai falsi, come ad esempio il finto Parmigiano o il finto Prosecco, sul mercato messicano.

 

Cosa cambia per le aziende italiane e per i consumatori

Per il cittadino comune, la firma di questo accordo si traduce in due cose: spesa e portafoglio.

L’eliminazione dei dazi doganali si riflette direttamente sui prezzi al consumo. Infatti, i prodotti messicani, come avocado, caffè, frutta tropicale, birra e tequila, costeranno meno, visto che molto spesso a gravare sui prezzi finali dei prodotti che possiamo trovare al supermercato sono proprio le barriere doganali tra gli stati. In più, la politica ‘’protettiva’’ renderà più praticabile trovare prodotti autentici messicani (e così per i prodotti italiani in Messico).

Ma i vantaggi dell’accordo non finiscono qui, essendoci ripercussioni positive anche sul posto di lavoro. Per chi lavora in un’azienda italiana che esporta, questo accordo è una polizza assicurativa. Con gli Stati Uniti che minacciano continuamente dazi protettivi, le aziende italiane rischiano di vendere meno oltreoceano e ciò potrebbe tradursi in tagli al personale o cassa integrazione. L’Accordo con il Messico permette così di aprirsi ad un mercato alternativo enorme (130 milioni di consumatori) a dazio zero. Per il lavoratore questo significa maggiore sicurezza del proprio posto di lavoro.

Per un’azienda italiana, che sia una multinazionale della meccanica o un piccolo vinificatore toscano, l’accordo UE-Messico del 2026 non è una notizia teorica da telegiornale, ma una svolta radicale nei bilanci e nella gestione quotidiana del business. Il Messico è la seconda economia dell’America Latina e per l’Italia rappresenta il secondo partner commerciale nella regione. L’Accordo da una parte elimina il 99% dei dazi residui, così facendo un’azienda italiana può abbassare il prezzo in Messico per essere capace di affrontare la concorrenza, oppure mantenere lo stesso prezzo e incamerare il mancato dazio come puro profitto, dall’altra introduce la digitalizzazione e l’autocertificazione dell’origine, riducendo sia per le Piccole che per le Medie Imprese le pratiche burocratiche e doganali. Mentre per quanto riguarda gli appalti, con l’accordo del 2026, le aziende italiane possono partecipare alle gare d’appalto pubbliche in Messico alle stesse identiche condizioni delle aziende locali.

In conclusione, saranno soprattutto tre i settori che beneficeranno di più dall’accordo: la meccanica industriale, dove i nostri macchinari risulteranno molto più convenienti per il settore manufatturiero e dell’auto messicano; l’agroalimentare, oltre che per l’abbattimento delle tariffe sui prodotti, anche per lo scudo legale contro la concorrenza sleale; e il settore chimico-farmaceutico dove la riduzione dei tempi burocratici permetterà alle nostre aziende di vendere direttamente negli ospedali pubblici messicani senza lunghe trafile.

Iscriviti per ricevere aggiornamenti sui commenti
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
0
Commenta ora l'articolox