Non sarà la giovane età o l’istruzione a salvare la mente dall’invecchiamento quanto 3 semplici routine

Quando le facoltà mentali iniziano a vacillare si ha come l’impressione di camminare in penombra o addirittura al buio. Sembra quasi che vengano meno alcuni fari che illuminano il cammino e si procede a tentoni ma senza più la padronanza di un tempo. Eppure non è l’età che rallenta e spegne il cervello ma questo terribile nemico di memoria e neuroni che pochi conoscono. E in maniera simile si è inclini a pensare che un grado inferiore di istruzione esponga maggiormente al rischio di malattie mentali. Ciò perché si insiste molto sulle proprietà benefiche di pratiche ed esercizi per tenere in costante allenamento memoria e abilità mentali.

In realtà non sarà la giovane età o l’istruzione a salvare la mente dall’invecchiamento quanto 3 semplici routine. Infatti benché l’invecchiamento cerebrale avvienga per lo più durante la fase ultima dell’esistenza si registrano anche casi di demenza precoce. E senza attendere la terza età già questi semplici calcoli matematici fanno capire se il cervello non funziona più bene ed è più lento. Quel che molti lamentano difatti è proprio la perdita di rapidità nel recepire nuovi dati o nel ricordare nomi e perfino appuntamenti importanti.

Non sarà la giovane età o l’istruzione a salvare la mente dall’invecchiamento quanto 3 semplici routine

Si può ad esempio ipotizzare che cervello e memoria iniziano a tradire anche i meno anziani se saltano fuori alcune difficoltà. Ma prima ancora di arrivare a notare i primi segnali di deterioramento neuronale possiamo dare una svolta alle  nostre  abitudini e accoglierne di più salutari. Per abbattere sensibilmente la probabilità che insorgano malattie neurodegenerative occorre preservare il riposo notturno. Stando ai risultati di un recente studio tanto la privazione di sonno quanto la scarsa qualità del riposo hanno un’incidenza negativa sulla salute cerebrale. Il declino cognitivo, la demenza e persino il morbo di Alzheimer potrebbero infatti trarre origine dalle difficoltà ad addormentarsi e dai disturbi del sonno. Dovrà dunque diventare una consuetudine non solo creare le condizioni ideali per facilitare l’addormentamento, ma anche non privarsi del sonno.

Inoltre sarebbe auspicabile acquisire la sana abitudine di dedicare ogni giorno almeno 30 minuti allo svolgimento di esercizi fisici e di attività motoria. Più il sangue scorre con il movimento più ossigeno arriva a tessuti e organi, non da ultimo il cervello. Infine bisognerebbe accogliere fra i rituali quotidiani una sana alimentazione che molto spesso richiede la preparazione a casa della più parte delle pietanze. Pertanto più che comprare cibi pronti o prodotti alimentari pieni di conservanti sarebbe preferibile mettersi ai fornelli e approntare piatti semplici ma salutari.

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