Non permessi e congedi con la Legge 104 ma per questi lavoratori è possibile la pensione a 63 anni 

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Assistere un familiare disabile non sempre è facile, soprattutto quando chi presta assistenza ha anche un lavoro da portare avanti. Conciliare tutto può diventare davvero complicato anche dal punto di vista economico. A tal proposito il nostro legislatore ha previsto la possibilità di detrarre numerose spese che si sostengono per l’assistenza. Nonché diversi istituti per consentire ai lavoratori che assistono familiari disabili di allontanarsi dal lavoro senza rischiare il licenziamento.

Ad esempio i lavoratori che assistono familiari disabili o i lavoratori disabili medesimi in situazioni di gravità possono beneficiare di permessi retribuiti. In particolare si possono fruire di tre giorni di permesso mensile, anche frazionabili in ore o di permessi orari retribuiti, rapportati all’orario giornaliero di lavoro.

Questi consistono in due ore al giorno se l’orario lavorativo è pari o superiore a 6 ore, in un’ora se l’orario è inferiore.  I permessi retribuiti spettano ai lavoratori dipendenti, in particolare ai disabili in situazione di gravità, genitori di figli disabili gravi. Nonché al coniuge, parte dell’unione civile, al convivente di fatto, parenti o affini entro il terzo grado di familiari con disabilità. In quest’ultimo caso, soltanto qualora i genitori, il coniuge, la parte dell’unione civile o il convivente abbiano compito 65 anni, siano anch’essi invalidi o deceduti.

Non permessi e congedi con la Legge 104 ma per questi lavoratori è possibile la pensione a 63 anni

Ma chi invece svolge un lavoro autonomo ha diritto ai permessi ex Legge 104? La norma purtroppo non prevede tale possibilità per i lavoratori autonomi, essendo prevista esclusivamente per i lavoratori dipendenti. Infatti non permessi e congedi con la Legge 104 ma potranno fruire di altri benefici, come l’esenzione dal bollo e la detrazione di numerose spese.

Ma soprattutto potranno fruire dell’anticipo pensionistico a carico dello Stato, come l’APE Sociale, prorogata dalla Legge di Bilancio al 31 dicembre 2022. Tale indennità viene corrisposta fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia o dei requisiti per la pensione anticipata.

Si tratta in particolare di un’indennità a carico dello Stato erogata dall’INPS a soggetti in determinate condizioni previste dalla legge, con almeno 63 anni d’età.

Tale indennità oltre ai lavoratori dipendenti iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria o a forme sostitutive ed esclusive, spetta anche ai lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali. In particolare potrà richiederla chi al momento della richiesta e da almeno 6 mesi assiste il coniuge o un parente di primo grado convivente.

Questi ultimi dovranno avere un handicap in situazione di gravità ai sensi dell’art.3 co.3, della Legge 104. Inoltre potrà richiedersi anche nel caso in cui si assista un parente o affine di secondo grado convivente. Tale ipotesi è prevista purché genitori e coniuge di quest’ultimo abbiano 70 anni d’età o siano anch’essi invalidi o deceduti.

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