Né l’inflazione né Omicron ma un’altra causa oggi ha mandato a picco le Borse europee e Piazza Affari

L’ultima seduta della settimana è stata pessima per le Borse. Tutti i mercati azionari hanno chiuso in negativo. Ma ciò che ha reso pessima questa giornata non è il segno negativo su tutti i mercati, né la dimensione del calo delle Borse. I motivi della preoccupazione derivano dal fattore che ha spinto le Borse al ribasso. Non è solo l’esplosione dell’inflazione al 7% che mette in apprensione i mercati azionari e frastorna le Borse. Né l’inflazione né Omicron ma un’altra causa oggi ha mandato a picco le Borse europee e Piazza Affari, affossata da 4 titoli in particolare.

L’ultima seduta della settimana raramente è favorevole alle Borse. In genere al venerdì difficilmente gli operatori acquistano azioni, per evitare spiacevoli sorprese durante il fine settimana. Gli investitori seguono questa regola soprattutto quando sui mercati c’è un po’ di turbolenza, come nella fase attuale. Ma se sul mercato, assieme all’assenza di ordini in acquisto iniziano ad arrivare ordini in vendita, allora i listini iniziano a calare.

Né l’inflazione né Omicron ma un’altra causa oggi ha mandato a picco le Borse europee e Piazza Affari

Il ribasso di oggi era prevedibile, bastava andare a guardare la chiusura delle Borse asiatiche. L’indice giapponese Nikkei 225 ha terminato la seduta con un calo dell’1,3%, gli indici cinesi hanno chiuso con perdite attorno all’1%. Ma cosa ha scatenato le vendite sui mercati asiatici prima e poi sulle Borse europee? La pessima seduta della Borse americane di ieri ha spinto oggi al ribasso i listini. In particolare, la chiusura del Nasdaq ha creato le maggiori preoccupazioni agli investitori. Nella seduta di giovedì l’indice tecnologico ha chiuso in ribasso del 2,5%. Invece l’S&P 500 ha perso l’1,5% mentre il Dow Jones è calato solo di mezzo punto percentuale.

Le Borse europee e quelle asiatiche sono calate a causa della pessima performance dell’indice Nasdaq. Da diverse settimane l’indice tecnologico mostra debolezza e i prezzi sono sui minimi degli ultimi tre mesi. Le difficoltà del Nasdaq non necessariamente sono una brutta notizia per le Borse europee nel medio e lungo periodo. I capitali in uscita dai titoli tecnologici potrebbero dirigersi verso titoli di settori più tradizionali e legati al ciclo economico. Le Borse europee sono ricche di queste azioni e nei prossimi mesi potrebbero giovarsi di questo possibile scenario.

Intanto, però, nell’ultima seduta della settimana hanno pagato tutti la debolezza di Wall Street.           L’indice Euro Stoxx 50 ha perso l’1%. La Borsa tedesca è calata dello 0,9%. La Borsa francese ha perduto lo 0,8% e quella inglese ha limitato le perdite ad uno 0,3%.

4 titoli affossano Piazza Affari nell’ultima seduta della settimana

Piazza Affari ha chiuso la settimana con un calo dell’1%. L’indice Ftse Mib (INDEX:FTSEMIB) ha terminato la seduta a 27.543 punti. Le vendite sono state diffuse su quasi tutte le blue chip del nostro listino. Solo 9 titoli dei 40 titoli a maggiore capitalizzazione hanno chiuso in rialzo. Tenaris, Leonardo ed Eni sono gli unici che hanno guadagnato oltre l’uno percento. Ferrari, Moncler, Iveco e Interpump sono i quattro titoli che hanno affossato il nostro listino, con perdite superiori al 3%.

Approfondimento

Il punto sui mercati

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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