L’esplosione dell’inflazione al 7% frastorna le Borse e mette in apprensione i mercati azionari

Anche oggi le Borse hanno proseguito il cammino al rialzo ma in modo incerto. I prezzi salgono, ma con poca convinzione. Gli investitori sembrano disorientati dall’inflazione in forte aumento e dalla variante Omicron che sta colpendo in tutto il Mondo. Gli operatori professionali, che poi sono quelli che realmente fanno il mercato, stanno prendendo tempo per capire come queste variabili possano impattare sui mercati.

Negli Stati Uniti a dicembre il livello di inflazione è arrivato al massimo dal 1982. L’esplosione dell’inflazione al 7% frastorna le Borse e mette in apprensione i mercati azionari che da un paio di sedute traballano. Questo livello può spaventare e potrebbe portare la FED ad un rialzo dei tassi d’interesse già da marzo. Il mercato non ha ancora del tutto digerito questa possibilità, sempre più probabile. Oggi il dato sui prezzi alla produzione negli Stati Uniti ha rafforzato questa ipotesi. I prezzi alla produzione nel Paese sono saliti del 9,7% a novembre. Ovviamente questi dati non spingono i mercati a brindare. Ecco spiegato perché oggi le Borse europee hanno avuto movimenti minimi.

L’unico dato confortante della giornata è stato il lieve rialzo delle richieste settimanali dei sussidi di disoccupazione, sempre in USA. Il dato conferma che il mercato del lavoro negli Stati Uniti rimane forte e che la crescita economica è a pieno regime.

L’esplosione dell’inflazione al 7% frastorna le Borse e mette in apprensione i mercati azionari

Alla fine della seduta in Europa le Borse hanno chiuso contrastate molto vicino alla parità con l’eccezione di Piazza Affari. Il nostro listino ha chiuso meglio delle altre Borse spinto dall’eccezionale balzo di un gruppo di titoli. Al termine della seduta l’Euro Stoxx 50 ha chiuso con una perdita dello 0,01%, praticamente l’indice ha chiuso invariato. L’indice tedesco Dax ha fatto leggermente meglio, chiudendo in rialzo dello 0,1%, mentre ha chiuso in calo dello 0,5% la Borsa di Parigi. La Borsa di Londra ha chiuso in rialzo dello 0,1%. Per il momento il listino non sembra soffrire delle difficoltà crescenti che sta attraversando il Governo inglese.

Al momento della chiusura delle Piazze azionarie UE sui mercati USA l’S&P 500 scendeva dello 0,5% e il Nasdaq dell’1,4%.

La Borsa di Milano ancora una volta ha fatto meglio degli altri principali listini, trascinata al rialzo da un gruppo di blue chip. L’indice Ftse Mib (INDEX:FTSEMIB) ha chiuso in rialzo dello 0,4%, i prezzi hanno terminato a 27.844 punti, sempre più vicini alla fatidica soglia dei 28.000 punti.

Oggi a spingere al rialzo la Borsa di Milano sono stati i titoli del gruppo Fiat. Stellantis svetta su tutti con un rialzo del 3,5% seguita da Iveco che ha guadagnato il 3,5%. STM ha segnato la terza migliore performance tra tutti i titoli del paniere delle blue chip, con un rialzo del 3%. Segue CNH, altro titolo del gruppo Fiat, che ha guadagnato il 2,1%.

Approfondimento

Il punto sui mercati

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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