Multe fino a 8.000 euro e possibile reclusione per chi rivolge queste parole a una persona

A volte, tenere a freno la lingua potrebbe non essere soltanto un modo per risultare più gentili ed educati. In alcuni casi, potrebbe salvarci anche da una possibile denuncia, che potrebbe costare multe salatissime o, addirittura, il carcere. Infatti, ci sono parole che, se rivolte impropriamente, ricadono nella fattispecie di illecito o reato, a seconda dei casi.

Cominciamo con il dire che esprimere giudizi estetici negativi su qualcuno, di norma, non è sanzionabile ai sensi di legge. Il Legislatore non ha premura di garantire l’educazione o il tatto dei cittadini. Quindi, dire a una persona che è “brutta”, in faccia o alle sue spalle, è un comportamento tutt’altro che vietato, anche se di pessimo gusto.

Le cose cambiano, però, se le affermazioni circa l’estetica di una persona vanno a intaccare il suo onore e la sua reputazione. Dunque, se le parole rivolte sono giudicate insulti, chi li pronuncia, se denunciato, rischia multe fino a 8.000 euro e possibile reclusione.

Anche qui, le conseguenze possono variare. Nello specifico, bisogna capire se la fattispecie rientra nella casistica dell’ingiuria, sanzionata solo civilmente, o della diffamazione, sanzionabile anche penalmente. In ogni caso, vediamo quali sono le parole che possono mettere nei guai chi le pronuncia.

Multe fino a 8.000 euro e possibile reclusione per chi rivolge queste parole a una persona

Abbiamo detto che la legge non sanziona il giudizio estetico, anche se aspramente negativo. La situazione cambia, però, se un giudizio estetico è il pretesto per prendersi gioco della persona a cui è rivolto. In questo caso, per la legge, il giudizio non si ferma all’esteriorità, ma va a ledere onore, dignità e reputazione.

Dare del “ripugnate” a qualcuno o, peggio, dire che “fa schifo” per il Legislatore va ben oltre i parametri accettabili di critica esprimibile. Non si parla più di giudizi estetici, ma di offese estetiche.

Se le offese vengono rivolte direttamente alla persona in questione (a prescindere dalla presenza o meno di altri), allora si tratta di possibile ingiuria. L’ingiuria non è un reato, ma un illecito perseguibile civilmente, che prevede risarcimenti fino a 8.000 euro.

Se, invece, l’offesa è pronunciata in assenza della persona che riguarda, ma in presenza di almeno altre due persone, allora può trattarsi di diffamazione. Al contrario dell’illecito, la diffamazione è un reato, punibile penalmente con multe fino a 1.032 euro o un anno di reclusione. Dunque, prima di esprimere un giudizio estetico su qualcuno, dovremmo pensarci due volte.

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