Quando non pagare una multa arrivata via PEC

Qualche anno fa avevamo ancora il diritto di andare in vacanza certi che non ci sarebbero stati notificati atti di nessun genere. Il diritto al riposo comprendeva la possibilità di non essere raggiunti da multe e altre notifiche spiacevoli.

Da alcuni anni, però, le cattive notizie, anche tributarie, non vanno più in ferie. Ovunque siamo, atti fatidici quali multe, accertamenti e sanzioni possono raggiungerci. Questo grazie (si fa per dire) alla PEC: Posta Elettronica Certificata. Inoltre, anche se siamo lontani chilometri da casa, i tempi per pagare, ricorrere, accertare decorrono comunque.

Ma per quanto riguarda le multe, questo non è sempre vero. Per gli imprenditori, è bene sapere quando non pagare una multa arrivata via PEC.

Quando non pagare una multa arrivata via PEC

Una circolare del Ministero dell’Interno ha sostenuto che in caso di multe autostradali per vetture intestate a ditte individuali la notifica via PEC non è valida.

Infatti, il titolare del mezzo, al momento della multa, potrebbe utilizzare l’auto a titolo personale e, dunque, nella sua veste privata. Circostanza che trova riscontro nella normativa fiscale che limita la detrazione parziale dei costi di uso della vettura di una ditta individuale. Proprio perché ne presuppone un utilizzo promiscuo.

In sintesi. Se si sta andando in vacanza o a mangiare la pizza con gli amici, si usa la vettura a titolo di privato. Ma se si sta andando da un fornitore la si utilizza nell’ambito dell’attività di impresa.

Stesso presupposto di uso promiscuo, e conseguente detrazione parziale dei costi di gestione vale, per i liberi professionisti, anch’essi “autorizzati” all’uso personale del mezzo.

Fanno eccezione i liberi professionisti

Contrariamente a quanto previsto per i titolari di ditte individuali, però, la PEC della multa vale come notifica se indirizzata ad un libero professionista.

La circolare dice: “il codice fiscale della persona fisica intestataria del veicolo può essere utilizzato solo per interrogazioni della sezione “professionisti” del registro INI-PEC”. Poi, però, precisa “in nessun caso potranno essere effettuate ricerche massive ed indiscriminate di indirizzi PEC partendo dal codice fiscale di una persona fisica, svincolate dalla valutazione del singolo caso e dalle concrete modalità di utilizzo del veicolo oggetto di accertamento della violazione”.

Dunque, se i titolari delle ditte individuali si sono riappropriati della vita privata nell’uso della vettura, forse presto accadrà anche per i professionisti.

Ad oggi, se siete titolari di ditta individuale e ricevete una multa via PEC, potrete non pagare. Se siete liberi professionisti potete sperare in una nuova revisione. Per ora la “PEC multa” resta valida.

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