La moneta da 50 centesimi che può valere 90.000 euro

Torna la rubrica di numismatica a cura degli Esperti della Redazione di ProiezionidiBorsa. Oggi i lettori scopriranno il caso curioso di una moneta stampata ormai quasi un secolo fa che è diventata una vera chimera per i collezionisti. Da quando c’è stato il passaggio definitivo dalla lira all’euro, c’è stata una vera riscoperta delle monete antiche e l’arte del collezionista ed esperto valutatore è diventata sempre più ricercata.

Anche sulle pagine di ProiezionidiBorsa ci si è spesso trovati a scoprire delle vere e proprie rarità, dei tesori nascosti magari in un vecchio cappotto o nel classico portamonete abbandonato del nonno. Questa volta la ricerca dovrà essere più approfondita, però, per scoprire qual è la moneta da 50 centesimi che può valere 90.000 euro.

Innanzitutto bisogna chiarire una cosa: non si sta parlando della moneta da 50 centesimi di euro che tutti quanti hanno in tasca. Sarebbe decisamente troppo facile infatti, in questo caso, accedere al tanto desiderato tesoro. No, stavolta si tratta di tutt’altro: bisogna tornare indietro al 1825 quando l’Italia era ancora Regno di Savoia.

Un po’ di storia

Non tutti sanno infatti che la lira era già la moneta ufficiale del Regno di Sardegna fino all’unità nazionale del 1861. Divenne lira ‘italiana’ solo allora, mentre prima era conosciuta come lira ‘sarda’. Fu introdotta nel 1816 su decisione del re Vittorio Emanuele I, che decise di coniare la nuova valuta sullo standard napoleonico. L’atto costitutivo della lira sarda fu la Regia Patente del 6 agosto 1816.

La moneta da 50 centesimi che può valere 90.000 euro

La moneta che interessa i lettori più curiosi è quella da 50 centesimi di lira sabauda coniata nel 1861. Il primo conio risale al 1825, con altre versioni nei 3 anni successivi. Stampate a Genova, se ben conservate hanno un valore che può arrivare a ben 900 euro: ma la versione del 1861 è quella che può far fare jackpot. Fior di conio può arrivare a ben 90mila euro!

Il consiglio però è sempre quello di rivolgersi a professionisti del mestiere per capire, nel fortunato caso in cui ci si trovi in possesso della moneta fortunata, il suo stato di conservazione, l’effettiva bontà del pezzo e soprattutto come e dove poterla vendere per guadagnare il più possibile.

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