In questo caso l’ex moglie può ottenere un’ingente somma di denaro dall’ex marito

La celebrazione del matrimonio porta con sé numerose conseguenze giuridiche ed economiche. I novelli sposi diventano titolari di diritti e doveri di varia natura. Si pensi, ad esempio, che il codice civile prevede l’obbligo reciproco di assistenza, collaborazione e fedeltà. I coniugi sono inoltre tenuti a contribuire, in proporzione alle proprie capacità, ai bisogni della famiglia.

Questo istituto è così incisivo nella vita delle persone che la legge ne disciplina numerosi aspetti, compresa l’eventuale crisi coniugale. La relativa disciplina è in realtà piuttosto recente. Infatti, per quanto assurdo possa sembrare, fino al 1970 l’ordinamento italiano non conosceva l’istituto del divorzio. Ad oggi invece, la legge regolamenta lo scioglimento del matrimonio.

Cessazione del matrimonio

A seguito della sentenza di divorzio, il Tribunale può disporre l’obbligo a carico di uno dei due coniugi di corrispondere all’altro un assegno, generalmente mensile. Negli ultimi anni la disciplina di questo aspetto è notevolmente cambiata. In passato, il coniuge facoltoso era tenuto a corrispondere una somma di denaro tale da far mantenere all’altro il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio. Questo antico orientamento dei giudici è poi risultato iniquo ed è stato presto abbandonato.

Ad oggi, affinché venga disposto l’obbligo di corrispondere l’assegno è necessario accertare che il coniuge beneficiario non abbia mezzi adeguati. O che comunque non possa procurarseli per ragioni oggettive. Tale obbligo cessa qualora il coniuge passi a nuove nozze o inizi una stabile convivenza con un’altra persona. L’instaurazione della convivenza di fatto, secondo i giudici, estingue definitivamente il rapporto post matrimoniale e fa venire meno tutti gli obblighi derivanti dall’istituto matrimoniale.

In questo caso l’ex moglie può ottenere un’ingente somma di denaro dall’ex marito

La Corte di Cassazione ha però chiarito due aspetti molto importanti. In particolare, ha affermato che l’assegno non ha solo una funzione assistenziale, ma ha anche una funzione compensativa. Infatti, molto spesso accade che uno dei due coniugi rinunci alla propria vita lavorativa per prendersi cura della famiglia. Questa scelta permette all’altro coniuge di dedicarsi interamente al lavoro, conscio del fatto che sarà il marito o la moglie ad occuparsi interamente del ménage familiare. Il giudice, quando decide le sorti dell’assegno, dovrà allora tenere conto di questa scelta effettuata durante il matrimonio.

Non solo, i giudici si sono espressi con l’ordinanza 15241/2022 individuando un caso specifico. In questo caso l’ex moglie può ottenere una cospicua somma dall’ex marito. Questo avviene qualora l’ex moglie abbia un accertato stato di invalidità. Secondo i giudici, infatti, se l’ex moglie versa in tale stato, anche qualora dovesse andare a convivere con un nuovo compagno, l’ex marito sarà comunque tenuto a versare l’assegno. La somma di denaro, in questo caso, mantiene la sua funzione compensativa per le scelte di vita effettuate precedentemente. Viene meno, invece, la funzione assistenziale. Per ottenere le somme è però necessario provare la mancanza dei mezzi economici adeguati. Non solo, dovrà provare il contributo offerto al ménage familiare durante il matrimonio. E, in ultimo, dovrà provare che per garantire questo contributo ha rinunciato a portare avanti la propria carriera lavorativa.

Approfondimento

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