In arrivo la comunicazione del TFR dall’Agenzia delle Entrate e crea sconforto nei lavoratori

In questi giorni molti lavoratori hanno ricevuto o riceveranno una comunicazione dall’Agenzia delle Entrate. Purtroppo, non è una comunicazione piacevole e comporta un ulteriore aggravio. Ma andiamo per ordine e vediamo di cosa si tratta.

Capita spesso che i lavoratori cambiano posto di lavoro e dopo qualche anno dall’interruzione, ricevono dall’Agenzia delle Entrate una comunicazione.

In effetti, dopo la sospensione della pandemia da Covid 19, è in  arrivo la comunicazione del TFR dall’Agenzia delle Entrate e crea sconforto nei lavoratori. L’Agenzia nella comunicazione chiede il saldo delle imposte IRPEF sul TFR ricevuto al momento del licenziamento. Inoltre, si riferisce al trattamento di fine rapporto percepito nel 2017.

Sempre in merito al TFR abbiamo risposto ad un Lettore che chiedeva se conviene tenerlo in azienda o versarlo in un fondo.

In arrivo la comunicazione del TFR dall’Agenzia delle Entrate e crea sconforto nei lavoratori

In un periodo attuale di forte crisi economica e aumento della disoccupazione, la comunicazione dell’Agenzia sembra inopportuna. Anche perché molti lavoratori non hanno ancora trovato un lavoro. Ma la Legge non prevede sconti per nessuno e la riqualificazione del TFR è previsto dal DPR N. 917/1986, articolo 19, comma 1.

La normativa prevede la riqualificazione dell’imposta in base all’aliquota media, considerando la tassazione dei cinque anni precedenti. Inoltre, bisogna considerare il periodo in cui si è maturato il diritto alla percezione. Le maggiori imposte sono iscritte a ruolo e comunicate al lavoratore per il pagamento.

A chiarire quest’aspetto è la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 29/E del 20 marzo 2001. In effetti l’Ente provvede alla tassazione definitiva del trattamento di fine rapporto, in riferimento al periodo maturato dal primo gennaio 2001. Per poter effettuare la riqualificazione il datore di lavoro deve fornire all’Agenzia delle Entrate tutti i dati relativi al TFR. Inoltre, il datore di lavoro deve comunicare, anche se ha erogato al lavoratore, somme aggiuntive entro il 31 dicembre 2000.

Precisiamo che è possibile risparmiare le tasse aderendo ad un fondo pensione.

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