Il prestito di denaro ad amici e parenti senza problemi col Fisco

Il prestito di denaro ad amici e parenti senza problemi col Fisco

Il prestito di denaro ad amici e parenti deve essere accompagnato da opportune cautele per evitare problemi con il Fisco.

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Ovviamente non stiamo parlando di quelle piccole cifre che si possono prelevare al bancomat e che possono risolvere un piccolo bisogno quotidiano. Parliamo, per esempio, di aiutare un figlio ad acquistare un’automobile per poter accettare il suo primo posto di lavoro. Si tratta di una cifra che comporta un movimento bancario, che lascia una traccia e che potreste dover giustificare all’Agenzia delle Entrate.

Vi suggeriamo di redigere una scrittura privata. E’ una semplice dichiarazione scritta in cui indicare le parti, l’importo prestato e la ragione del prestito stesso. Se volete che un domani vi serva nei confronti del Fisco dovete darle una data certa. Non è sufficiente scrivere la data in fondo, perché potreste averla scritta dopo aver ricevuto la richiesta di chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate ed aver retrodatato la scrittura.

Il prestito di denaro ad amici e parenti senza problemi col Fisco

Vi suggeriamo come dare data certa alla vostra scrittura privata. Non vi suggeriamo di andare di da un notaio perché la parcella per questo semplice adempimento potrebbe essere sproporzionata rispetto alla somma prestata.

Ecco tre semplici metodi a basso costo

a) Se padre e figlio sono dotati di PEC possono inviarsi la scrittura privata, ed il relativo messaggio di accettazione, mediante PEC. Come noto questa particolare posta elettronica ha proprio la caratteristica di conferire data certa ai messaggi;

b) esistono anche dei sistemi di validazione della data on line. Sono previsti dal Regolamento UE n. 910/2014 c.d. eIDAS (electronic Identification Authentication and Signature). Dovete caricate la vostra scrittura in formato PDF sul sito apposito, che apporrà la data certa sotto forma di QR code;

c) se non siete tecnologici potete redigere la vostra scrittura su un semplice foglio di carta, piegandolo poi in 3 parti, con la scrittura verso l’interno. Sul lato esterno, bianco, scrivete l’indirizzo del destinatario e compilate poi la cartolina per l’invio tramite raccomandata. Il vostro foglio piegato verrà utilizzato dalle Poste come busta su cui attaccare il codice a barre di invio della raccomandata. Avrete così data certa dell’invio, e quando vi tornerà indietro la cartolina di consegna dalla raccomandata sarà certa anche la data di ricevimento da parte del destinatario.

Vi raccomandiamo di non inserire la scrittura privata in una busta, perché l’Agenzia delle Entrate potrebbe obiettare che non vi è certezza di cosa fosse contenuto nella busta. In pratica la busta della raccomandata avrebbe data certa, ma non la scrittura all’interno. Se scegliete questo metodo è veramente importante che usiate il cosiddetto plico raccomandato: appunto la scrittura stessa piegata e spillata. In questo modo l’atto stesso funge da busta.

Il metodo più immediato e praticabile ci sembra quello del plico raccomandato o della PEC se ne sono provvisti sia il mittente che il destinatario.

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