I risparmi gestiti degli italiani salgono alle stelle ma si cade sempre nello stesso errore

Solo una manciata di giorni fa Assogestioni ha pubblicato il saldo della raccolta da parte dei suoi associati. I numeri resi noti, manco a dirlo, scoppiano di salute. Essi attengono al mese di novembre 2020 ed evidenziano un +5,9 miliardi di euro di raccolta netta. Di fatto si è trattato dell’ottavo mese consecutivo in cui l’industria del risparmio gestito ha visto numeri in costante crescita.

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Detta diversamente, i risparmi gestiti degli italiani salgono alle stelle ma si cade sempre nello stesso errore. Vediamo di capire qual è.

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I dati resi noti da Assogestioni

I dati resi noti nella Mappa mensile del risparmio gestito evidenziano come in novembre l’industria abbia raccolto 3 miliardi di euro in più rispetto a ottobre. Mese che di suo era già stato comunque positivo, anche se i trenta giorni migliori del 2020 (31, per l’esattezza) sono stati quelli dello scorso agosto.

Restando solo ai primi 11 mesi del 2020, ci sono stati +23,3 miliardi di euro che sono confluiti tra le braccia degli associati di Assogestioni. Ora, cumulando quest’ultimi a tutti quelli precedentemente raccolti si ha che il patrimonio complessivo a fine novembre era pari a 2.394 miliardi di euro. Un record storico.

Chi sale e chi scende

Come ogni dato medio che si rispetti, quei circa sei miliardi di euro di raccolta in più nascondono poi un mondo di dinamiche interne variegate. Nel mese di novembre sono state infatti le gestioni di portafoglio a incassare la maggiore raccolta (+3,8 miliardi di euro). Meno brillante rispetto al mese precedente, invece, la dinamica dei fondi aperti. Qui infatti l’asticella della raccolta si è fermata sui +1,5 miliardi di ‘nuovi’ euro,un  –0,7 miliardi rispetto a ottobre.

Con riferimento al mese di novembre, il 51,1% dei 2.400 miliardi complessivi è nelle mani delle gestioni di portafoglio. Mentre il restante 48,9% è in quelle delle gestioni collettive.

Quasi bipartisan, invece, le preferenze al livello delle categorie dei prodotti scelti dagli italiani. Nelle casse dei fondi azionari sono confluiti +3 miliardi di euro, ed altrettanti in quelli obbligazionari. Quanto ai fondi bilanciati, a novembre hanno raccolto solo +279 milioni di euro, rispetto i 4,5 miliardi del mese prima. Infine i fondi flessibili, che anche a novembre sono stati caratterizzati dal segno meno: –1,3, che si traduce in un –17,2 se si parte da gennaio 2020.

I dati dicono che i risparmi gestiti degli italiani salgono alle stelle ma si cade sempre nello stesso errore

A questo punto dell’analisi vanno illustrati i motivi che hanno spinto i risparmiatori italiani a sottoscrivere gli strumenti del risparmio gestito. Al riguardo Assogestioni individua nella crescita dei mercati finanziari uno dei fattori primi che ha spinto in positivo, e verso nuovi record storici, la raccolta dell’industria di settore.

Fin qui nulla di nuovo e/o particolare, anche perché dopo la grande scoppola di marzo poi le Borse mondiali si sono lentamente e costantemente riprese. Nessuna considerazione da fare, quindi? Purtroppo gli appunti da fare ci sono, e rimandano a un atavico vizio del piccolo risparmiatore. Ossia quello di vendere sui minimi (di periodo) e comprare sui massimi (sempre di periodo).

A marzo 2020 sembrava stesse per arrivare la fine del mondo e (metaforicamente) c’era la fila in banca pur di liquidare gli asset a qualsiasi prezzo. Molti hanno così accettato perdite pur di ritornare ad essere liquidi. Poi le Borse, nel semestre e passa successivo, sono risalite lentamente e tra i risparmiatori è tornato l’ottimismo. Quindi negli ultimi mesi dell’anno scorso si è comprato sui mercati pagando molto di più rispetto ai prezzi della scorsa primavera. Quando il mercato ha offerto a piene mani occasioni d’acquisto senza precedenti.

Non conosciamo a priori le dinamiche dei mercati mondiali in questo 2021 e negli anni a venire. Sappiamo però che la scimmia che compra e mantiene nel tempo guadagna sempre sui mercati. Non resta che apprendere questa piccola legge elementare e cercare di portarla avanti con coerenza e costanza.

Ecco dunque illustrato il perché i risparmi gestiti degli italiani salgono alle stelle ma si cade sempre nello stesso errore.

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