I “meno” per ridurre i problemi: contatti, contagi, contanti

 Il Comitato tecnico scientifico ha rivisto le linee guida per combattere il coronavirus ed evitare il proliferarsi del virus. I “meno” per ridurre i problemi: contatti, contagi, contanti.

Gli italiani se riescono a rispettare le tre C possono tirare un sospiro di sollievo e mettersi alle spalle la pandemia in modo concreto. In alcune regioni italiani, il calo dei contagi si è ridotto di gran lunga. Meno contatti, contagi e contanti è il mantra delle raccomandazioni per l’uscita dall’emergenza sanitaria. Fare meno operazioni di pagamento con i soldi contanti e privilegiare gli strumenti elettronici può essere decisivo.

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Il dubbio ritorna

Nei mesi scorsi vi abbiamo raccontato che le banconote e monete non sono veicolo di trasmissione del coronavirus. Suona strano ora ritrovare questo suggerimento tra le integrazioni del Comitato tecnico scientifico. Intanto gli italiani per paura di contrarre il virus si sono regolati. Siamo più propensi ad usare le tecnologie per pagare facendo a meno di monete e banconote. Fino a qualche mese fa utilizzavamo i soldi contanti per l’80% delle transizioni. Questa percentuale si è abbassata di molto.

Cosa è successo nel 2019

Il passo veloce delle transazioni elettroniche è iniziato da tempo. Nel 2019 secondo Bankitalia sono state effettuate il miliardo di transazioni personali facendo spostare 71 miliardi di euro. In Italia ci sono 14 milioni di carte di credito, quelle di debito sono 57 milioni e 29 milioni sono le prepagate. Lo strumento alternativo a monete e banconote sta prendendo sempre più largo tra le abitudini degli italiani. La parte del leone la fanno i bonifici: 401 milioni di operazioni negli ultimi tre mesi dello scorso anno per un valore di 1,8 trilioni di euro.

Spingere il pagamento elettronico

L’Autorità bancaria europea ha chiesto agli intermediari finanziari di rivedere la soglia per i pagamenti contactless. Questo sistema di pagamento senza contatto permette di effettuare acquisti tramite carte bancarie di credito o di debito, portachiavi, carte intelligenti e altri dispositivi, inclusi telefoni mobili, per mezzo delle tecnologie RFID e NFC. Elevare da 25 a 50 euro potrebbe essere un incentivo a fare pagamenti elettronici anche per spese minori. I “meno” per ridurre i problemi: contatti, contagi, contanti per uscire quanto prima dalla pandemia.

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