Fino a 2.200 euro di sconto fiscale ai pensionati che all’INPS dedurranno queste spese e per alcuni sarebbe un grande investimento

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La tutela delle nostre tasche passa talvolta anche per la visione strategica del singolo contribuente. Ci sono cioè alcuni meccanismi che sono lasciati all’iniziativa dell’individuo. L’ordinamento di per sé non li ostacola. Al contrario, li incentiva con vari livelli di agevolazioni.

Semplicemente non tutti sono consapevoli di poterli sfruttare. O magari preferiscono non investire delle somme in questo modo. Recentemente avevamo parlato del semplice metodo per risparmiare quasi 100 euro conservando semplicemente questi due documenti. Nel caso concreto, sono i pensionati a poter usufruire di deduzioni molto invitanti. Non tutti i pensionati, però. Solamente quelli che si trovano in queste situazioni.

Un sistema complementare che non viene necessariamente meno

Nessuno, infatti, impedisce ad un pensionato o ad un lavoratore che si avvicina all’età pensionabile di usufruire di un fondo pensionistico complementare. Semplicemente, in molti non sanno che sia possibile e che potrebbero riportare dei vantaggi. Questo è possibile per una semplice motivazione. La pensione di vecchiaia viene considerata come fonte di reddito qualsiasi. Questo non vale per altre forme di sussidi, quali le pensioni di invalidità o l’integrazione del minimo. Vediamo, così, a quali condizioni si può attuare questo meccanismo e perché potrebbe essere molto conveniente. Infatti, potrebbe portare anche fino a 2.200 euro di sconto fiscale ai pensionati che lo attiveranno.

La prima opzione è che il pensionato abbia già un fondo di pensione integrativo. In questo caso, con l’avvio dell’età pensionabile non dovrebbe far altro che proseguire a versare gli importi da destinarvi.

L’altra opzione è che, nonostante l’età pensionabile sia già arrivata, questi continui a compiere una qualche forma di attività lavorativa. In questo caso, il soggetto richiedente potrà aprire ex novo il proprio fondo di pensione integrativa. Avrà poi la possibilità di richiedere l’erogazione della somma a partire dal quinto anno di partecipazione.

Fino a 2.200 euro di sconto fiscale ai pensionati che all’INPS dedurranno queste spese e per alcuni sarebbe un grande investimento

Così facendo, il contribuente potrebbe implementare un fondo per quando ritiene di averne più bisogno. Inoltre, lo sconto offerto dal Fisco sarebbe davvero vantaggioso. Infatti, la somma investita in un fondo pensione è deducibile in dichiarazione dei redditi fino ad un ammontare di 5.164,67 euro all’anno. Ciò significa che questa cifra potrebbe essere sottratta al calcolo delle imposte. Lo sconto in imposta sulla ricchezza, poi, dipenderà dallo scaglione di reddito cui apparteniamo. Questa è variabile fino al 43% per le fasce più alte. Ciò significa che lo sconto fiscale sarebbe fino a circa 2.200 euro.

Come se non bastasse, quella parte eccedente rispetto alla deduzione (dai 5.164,27 euro in su) non sarà tassata nel momento in cui ci verrà liquidata la prestazione. Spetterà però al contribuente comunicare l’eccedenza all’istituto. Questo metodo potrebbe sembrare eccessivo per molti. Sono in tanti quelli che, una volta arrivati in pensione, non vedono l’ora di utilizzare gli importi percepiti. Eppure, a ben vedere, il sistema appena descritto potrebbe avere ottimi vantaggi e non solo a lungo termine.

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