Festeggiare la fine della quarantena con lo spumante perché fa bene alla salute

Finalmente si avvicina la fine della quarantena. Adesso però starà alla coscienza di ognuno di noi non gettare quanto seminato in questi lunghi mesi. Intanto però si torna al lavoro e si potrà stare in famiglia. Occasione giusta per festeggiare la fine della quarantena con lo spumante perché fa bene alla salute. Per prima cosa si tutela un’eccellenza italiana nel mondo. Secondo, ma non meno importante, i recenti studi commissionati dalle grandi aziende del settore, hanno evinto che bere spumante fa bene. Con moderazione, ovviamente.

Gli studi più antichi

Già gli antichi romani sostenevano che il vino “solleticasse”, cioè risvegliasse i sensi. E, in effetti, il contenuto di magnesio e zolfo dello spumante, unito al calcio e al potassio, fanno sì che sia considerata bevanda salutare. Il cervello viene protetto da ictus e Parkinson, grazie ai polifenoli, che attaccano i radicali liberi. Consigliato anche nella prevenzione di Alzheimer e demenza senile.

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Azione diuretica e dimagrante

Se assunto in piccole dosi, ha anche azione diuretica e drenante. Stimolando la circolazione linfatica, elimina le tossine e determina la corretta reidratazione. In quest’ottica è consigliato al genere femminile quale distruttore della cellulite.

Protegge il cuore

Proteggere il cuore e insieme festeggiare la fine della quarantena con lo spumante perché fa bene alla salute. Uno slogan che ha del vero, visto che la sua alta concentrazione di minerali e polifenoli, previene le malattie del cuore. Svolge anche l’attività antianemica, combattendo l’ispessimento delle arterie e mantenendo libere le vie circolatorie. Particolarmente consigliato, a basso dosaggio, per i fumatori, che soffrono di occlusioni venose causate dalle sigarette.

Rafforza il sistema immunitario

I 50 minerali in esso contenuti combattono e prevengono le infezioni, portando benefici al sistema immunitario del nostro corpo. In antichità veniva utilizzato per curare raffreddori, influenze e malattie polmonari.

Concilia il sonno e favorisce la digestione

Il poeta e patriota Lord Byron, nel 1800, era famoso nei circoli letterari, non solo per le sue opere e la sua vena battagliera, ma anche per berlo prima di dormire. Sosteneva infatti che, un calice prima di coricarsi, favorisse la digestione e quindi il sonno. E, partendo proprio dalle sue teorie personali, gli studiosi hanno potuto constatare la verità del detto. Virtù dovuta alla presenza di gas carbonico e zinco, che favoriscono prima la digestione e quindi il sonno.

Approfondimento

Bere la birra non fa male

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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