Ecco quanto oro ha l’Italia

In un recente articolo abbiamo parlato dell’oro alimentare (qui il link). Oggi ProiezionidiBorsa rimane sull’argomento, analizzando l’oro in quanto asset finanziario strategico dell’Italia. Il metallo prezioso nella storia ha ricoperto e ricopre ancora oggi un ruolo chiave nelle relazioni economiche internazionali.

L’Italia, sin dalla fondazione della Banca d’Italia nel 1893, ha dato molto peso alla proprietà dell’oro. Al punto da diventare una delle potenze auree più forti al mondo. Ecco quanto oro ha l’Italia: vediamo qualche cifra.

L’oro italiano in cifre

Precisamente, l’Italia è la quarta potenza aurea mondiale con 2.452 tonnellate d’oro. Le ultime modifiche del quantitativo attuale risalgono al 1999, in coincidenza dell’avvio dell’Unione Economica e Monetaria (UEM). Davvero una cifra considerevole se si pensa alla quantità originaria di 78 tonnellate dei primi anni di vita della Banca d’Italia. Il minimo storico, invece, si è raggiunto nell’ottobre 1944. All’epoca, a causa dell’asportazione massiccia da parte delle truppe occupanti tedesche a Roma, l’oro italiano raggiunse la cifra di 22 tonnellate.

La maggior parte delle riserve auree attualmente possedute sono rappresentate dai lingotti: ben 95.493 unità. Il controvalore monetario dell’oro, invece, è stimato in 88 miliardi di euro al 31 dicembre 2018. Queste e altre statistiche sono reperibili sul sito istituzionale della Banca d’Italia.

La funzione della materia prima

La funzione principale dell’oro è quella di garantire e accrescere la fiducia nella moneta e nella stabilità finanziaria del Paese. I Paesi che detengono alti quantitativi d’oro sono tradizionalmente le economie avanzate, attente ai rischi finanziari. Infatti l’oro serve in qualche modo a mettersi al riparo dagli shock economici derivanti da un’integrazione economica sempre più stretta. Ma anche da situazioni di instabilità politica. Oltre che di caos sociale e conflitti.

Inoltre questo metallo prezioso consente di offrire una contropartita quando un Paese intende fare ricorso ai prestiti internazionali. Nel caso italiano questo si verificò nel 1976. In  occasione di un prestito richiesto alla Banca Federale Tedesca (Bundensbank).

Dov’è custodito l’oro italiano

Le riserve auree sono custodite in diversi Paesi. Ciò è dettato da due ragioni.

La prima riguarda la diversificazione volta a ridurre quanto più possibile i rischi. La seconda risiede nella scelta di Paesi che costituiscono le principali piazze finanziare dell’oro al mondo.

La percentuale maggiore d’oro è localizzata all’interno di Palazzo Koch. La prestigiosa sede della Banca d’Italia. Essa rappresenta il 44,86% corrispondente a 1.100 tonnellate.

Seguono gli USA con il 43,29%. Ossia 1.061,5 tonnellate. Il terzo paese è la Svizzera. Vi sono depositate 149,3 tonnellate che in percentuale costituiscono il 6,09%. Infine, in Inghilterra custodiamo 141,2 tonnellate. L’equivalente del 5,76%.

Ecco quanto oro ha l’Italia.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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