Ecco perché bisogna iniziare il cambio di stagione dell’armadio all’inizio del mese di maggio e non dopo

Il cambio di stagione è un lavoro molto importante per l’economia casalinga. Bisogna riporre in ordine di indumenti che per l’estate non si utilizzeranno.

La norma generale prevede che i capi debbano essere riposti, puliti e igienizzati in modo da non lasciare i cattivi odori nell’armadio. È una pratica necessaria per impedire il deterioramento del nostro guardaroba. Ecco come procedere con i consigli degli Esperti di Casa e Giardino di ProiezionidiBorsa.

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Esporre tutto all’aria

Ecco perché bisogna iniziare il cambio di stagione dell’armadio all’inizio del mese di maggio. Il lavoro più impegnativo è quello da svolgere in primavera, quando il pericolo delle tarme incombe minacciosamente sul guardaroba invernale.

Si tratta indumenti di lana, golfini, maglie, giacche e cappotti che vanno riposti con palline di canfora nella parte alta dell’armadio. Vanno lasciati all’aria aperta per alcune ore. Quindi controllati e battuti leggermente a rovescio con un battipanni molto flessibile.

E ben spazzolati, soprattutto nelle pieghe e nelle fodere delle tasche dove la polvere si nasconde più facilmente. Controllando che non sia entrato nel frattempo qualche insetto. I vestiti, i cappotti e le giacche, dopo il lavaggio a secco in lavanderia, vanno riposti in sacchi di plastica.

Ecco perché bisogna iniziare il cambio di stagione dell’armadio all’inizio del mese di maggio

Bisogna mettere in atto alcuni precisi accorgimenti contro le tarme, perché il periodo della deposizione delle uova è quello tra la fine di aprile e l’inizio di maggio.

Quindi il lavoro del cambio di stagione dobbiamo iniziarlo proprio in questi giorni, non c’è tempo da perdere.

Inseriamo alcuni quadretti di canfora o naftalina avvolta in carta velina nelle tasche, sotto i colli e dentro i polsini risvoltati. Oppure possiamo semplicemente infilarli, sempre nella carta velina, dentro il sacco custodia. Ogni venti grucce appendiamo alla sbarra dell’armadio guardaroba un sacchetto di tulle con la naftalina, sempre avvolta in un velo di carta velina sottile.

Le pellicce vanno pulite con la benzina

Le pellicce vintage sono tornate di moda e di recente anche Orietta Berti se n’è ammantata. Ma chi le ha le deve tenere da conto.

Si puliscono a fondo, battendole bene con una bacchetta da rovescio per far uscire tutta la polvere dal pelo. Le tasche e la fodera interna vanno spazzolati con una pezzuola morbida imbevuta leggermente di benzina, prima di inserire le palline di canfora avvolte in carta velina.

Le pellicce si appendono all’attaccapanni e si infilano in una sacca di tela. L’imboccatura inferiore deve essere chiusa con una lampo, oppure cucita.

Bisogna riporle in una camera fresca e asciutta. Non bisogna usare sacchi di plastica che impediscano alla pelliccia di prendere aria. I capi più pregiati, durante l’estate, vanno consegnati a ditte specializzate in lavaggio e custodia in frigorifero.

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