Ecco cosa fare in pensione secondo gli esperti per mantenere il cervello attivo e scacciare l’Alzheimer

La pensione è un traguardo molto agognato. Dopo anni di duro lavoro, un lungo riposo è più che meritato. Ma attenzione perché secondo gli esperti un cambiamento così radicale della routine può avere ripercussioni sul nostro corpo e, soprattutto, sulla nostra mente. È necessario sforzarsi di continuare a far lavorare il cervello, altrimenti il rischio è quello di sviluppare con più facilità malattie degenerative quali Parkinson e Alzheimer. Allora, ecco cosa fare in pensione secondo gli esperti per mantenere il cervello attivo e scacciare l’Alzheimer. La Fondazione Veronesi elenca, sulle sue pagine, i comportamenti sani necessari per allontanare il più possibile il rischio di malattie degenerative. Il risultato è un semplice e sintetico insieme di regole della vita sana del pensionato.

Ecco cosa fare in pensione secondo gli esperti per mantenere il cervello attivo e scacciare l’Alzheimer

Lavorare mette in moto il nostro cervello come pochissime altre attività. È normale, dunque, che quando si va in pensione il nostro cervello si rilassi. Questo rilassamento, però, può corrispondere a un abbassamento della guardia che aumenta la nostra esposizione a possibili malattie. Tra queste, le temute malattie neurodegenerative come Parkinson e Alzheimer. Per questo, gli esperti della Fondazione Veronesi mettono in guardia i pensionati e li esortano a mantenere alcuni comportamenti per il bene della loro mente.

Il primo consiglio che danno ai pensionati è di continuare ad avere contatti sociali. Infatti, se i lavoratori hanno contatti continui con i colleghi, i pensionati spesso perdono qualsiasi confronto con il prossimo. Per ovviare al problema, una soluzione è occuparsi nel volontariato. Altro consiglio è quello di non alterare troppo le abitudini di prima. Per esempio, se il lavoratore era abituato a svegliarsi alle sette, il pensionato non dovrà stravolgere del tutto questa abitudine.

Anche l’alimentazione può influire

Come spesso avviene, anche le abitudini alimentari hanno un ruolo importante nella prevenzione. Gli esperti suggeriscono a chi va in pensione di mangiare alimenti ricchi di grassi polinsaturi (omega 3, omega 6), come pesce e frutta secca. Un ruolo importante può svolgerlo anche l’attività fisica e lo svolgimento di esercizi specifici che tengano in attività la mente.

Invece, attualmente non esiste alcun rimedio farmacologico scientificamente valido, che possa prevenire il decadimento cerebrale. Insomma, stando alle parole degli esperti, andare in pensione non deve coincidere con l’inattività totale. Il rischio è di far impigrire il nostro cervello, assieme al nostro copro.

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