È possibile contrastare il decadimento cognitivo e l’insorgere della demenza?

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Il corpo umano è soggetto a invecchiamento e ciò riguarda tutti i suoi organi, incluso il cervello. E come accade con il resto dei tessuti e degli apparati, esistono differenze individuali. Ciascuno avrà ritmi diversi e manifestazioni peculiari del processo di invecchiamento.
Per qualcuno il declino cognitivo è grave e diventa una forma di demenza senile.

Spesso ci si chiede se esista un modo per contenere i danni dell’invecchiamento e, sebbene non sia un processo reversibile, qualcosa che possiamo fare c’è. Non esiste ancora una cura in grado di arrestare una malattia neurodegenerativa, ma sempre più terapie che portano buoni risultati in termini di rallentamento. Ancora più incoraggianti sono le scoperte recenti sull’importanza della prevenzione per quanto riguarda alcune forme di declino cognitivo.
In parte è possibile contrastare il decadimento cognitivo e l’insorgere della demenza, con l’instaurazione di abitudini sane.

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Eliminiamo le cattive abitudini che ci mettono a rischio

In un precedente articolo, i nostri Esperti avevano segnalato gli stili di vita che potrebbero predisporre alla demenza. Numerosi studi scientifici hanno individuato specifici fattori di rischio e intervenire su quelli è la prima cosa da fare per prevenire la demenza.

Eliminiamo le pericolose abitudini, in primis il fumo e l’abuso di alcol.

Non trascuriamo l’attività fisica, adeguata alle nostre capacità, ma costante.

Scegliamo di alimentarci correttamente, di tenere sotto controllo il peso, di curare l’ipertensione e i problemi cardiovascolari.
L’udito è importante, prevenirne la perdita aiuta a conservare al meglio le facoltà mentali.

Non dimentichiamo gli stimoli intellettuali di vario tipo e l’importanza di mantenere vivi i contatti sociali e le doti comunicative.

Ecco le attività che aiutano a mantenere efficienti le capacità cognitive

È possibile contrastare il decadimento cognitivo e l’insorgere della demenza, può essere anche divertente. I prossimi consigli si focalizzeranno in particolare sull’importanza dei legami e dei rapporti sociali.

Il contatto fisico e l’intimità

Potrebbe rappresentare per molti un argomento tabù, ma l’attività sessuale risulta benefica per le funzioni cognitive, anche in età avanzata. Lo conferma la scienza ed i motivi sembrano essere sia biologici che sociali. Non si parla necessariamente di rapporti sessuali, anche durante il semplice abbraccio o lo scambio di gesti d’affetto si rilasciano dopamina e ossitocina. Gli ormoni della felicità abbassano lo stress, portando benefici a tutto l’organismo.

Frequentare amici e familiari, conversare dal vivo o al telefono: sono attività essenziali per stimolare le doti cognitive, in particolari verbali e comunicative. Isolarsi può aggravare il decadimento mentale e può addirittura indebolire il sistema immunitario.

È possibile contrastare il decadimento cognitivo e l’insorgere della demenza?

Valgono le letture, i film e i giochi come carte, scacchi, enigmistica e rompicapi. Migliorano il ragionamento e la capacità di risolvere i problemi.
Ma non devono mancare le attività movimentate, come ad esempio passeggiare all’aria aperta o fare giardinaggio. E perché non ballare? È tra le migliori attività motorie, da soli o accompagnati.

Restare aggiornati e curiosi, interessarsi del mondo e apprendere cose nuove.

Un buon allenamento lo offrono anche le nuove tecnologie. Imparare ad usarle potrebbe unire l’acquisizione di competenze e il mantenimento di legami sociali.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze a riguardo, consultabili qui»)

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