Dolce, diuretico e lassativo questo frutto estivo non dovrebbe mai mancare nella nostra dieta da giugno a settembre

pesche

L’estate è la stagione della frutta. Quella che colora e profuma i banchi di mercati e fruttivendoli. Quella che disseta, che dà vitamine e altri alimenti fondamentali per l’organismo e quella che dovremmo consumare ogni giorno, anche se lontano dai pasti, per non avere problemi digestivi.

Le varietà tra cui scegliere, in questa stagione, sono decisamente superiori a inverno, autunno e, in parte, primavera. Anche se la globalizzazione ha sicuramente inciso su questo aspetto e i paragoni con il passato sono quindi difficili da proporre. Oggi possiamo consumare frutta proveniente da ogni angolo del Mondo, magari fuori stagione da noi, ma, al contrario, di stagione da altre parti.

Questo aumenta la possibilità di scelta, anche se in molti rimangono fedeli ai prodotti nostrani. Qualcuno, addirittura, a quelli dei contadini della propria zona, senza andare oltre.

Oggi vogliamo parlare di un frutto particolare. Delle sue qualità e della sua storia. Una drupa che è arrivata sulle nostre tavole da qualche stagione e che raccoglie sempre più consensi.

Di piccole dimensioni, simpatica alla vista, dolce e golosa al gusto. Una bontà che è coltivata in differenti parti d’Italia, assumendo nomi diversi a seconda dei posti in cui viene venduta.

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Dolce, diuretico e lassativo questo frutto estivo non dovrebbe mai mancare nella nostra dieta da giugno a settembre

Stiamo parlando della pesca schiacciata. Detta anche saturnina o tabacchiera. Il nostro Paese è tra i maggiori produttori mondiali. La forma balza subito all’occhio e le dà il primo nome, il più popolare. Si tratta, infatti, molto banalmente, di una pesca che ha le estremità schiacciate. Da lì, l’associazione con la tabacchiera, il classico contenitore di tabacco, di cui ricorda la forma.

Il suo percorso inizia dalla Sicilia e dalle Marche. Le prime regioni in cui è apparso questo meraviglioso prodotto nato in Cina e portato in Europa addirittura da Alessandro Magno. Le prime produzioni risalgono alla seconda metà del 1800. Oggi se ne trovano diverse varietà, con Emilia Romagna e Veneto che danno un grosso contributo alla sua esportazione.

Il nome saturnina pare derivi dalla somiglianza della sua forma con quella del pianeta Saturno. Al di là di come vengono chiamate, però, quali sono le proprietà nutritive di queste simpatiche pesche? Innanzitutto contengono molta acqua e pochissime calorie. Circa 27 in 100 grammi. Poi, ecco le immancabili vitamine. Con la A e la C a prevalere.

Non solo, perché la tabacchiera è ricca di sali minerali, con potassio e fosforo in testa. Queste proprietà la rendono diuretica e lassativa. Ideale, inoltre, per il nostro fegato. Esse, poi, sono ottime anche per la pelle. In fondo, se ci pensiamo, il complimento migliore per chi ne ha una particolarmente bella è quello di associarlo proprio alla pesca.

Dolce, diuretico e lassativo questo frutto estivo simpatico e goloso non dovrebbe mancare mai nella nostra dieta. La pesca tabacchiera o saturnina, una bontà a cui è impossibile resistere.

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