Cosa rischia chi presta la propria auto

Può capitare di prestare la propria auto all’interno della famiglia. Quindi, spesso, anche se essa è intestata ad una persona, è però di effettivo uso di un’altra. Prestare l’auto integra un tipico caso di comodato gratuito, sul piano giuridico. Tuttavia, la questione rileva nel caso in cui chi guida fa un incidente o prende multe. Quindi, vediamo cosa rischia chi presta la propria auto. Ebbene, il primo rischio che si corre quando si presta la propria auto, è la responsabilità derivante dalle infrazioni stradali. All’uopo, la legge stabilisce una responsabilità solidale tra intestatario e conducente.

Ciò significa che entrambi sono tenuti a pagare l’importo della multa, mentre l’eventuale decurtazione dei punti avviene in capo al solo conducente. Tuttavia, vediamo più nel dettaglio cosa accade, partendo dalla distinzione tra contestazione immediata dell’infrazione e non.

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Contestazione immediata

Ebbene, se la contravvenzione viene contestata immediatamente al conducente, la consegna del verbale vale come notifica. Nello stesso tempo, la multa viene notificata anche al proprietario del veicolo, il quale sarà tenuto a pagare insieme al conducente l’importo della sanzione economica. Ciò significa che l’amministrazione potrà agire indistintamente nei confronti di entrambi, fino a quando almeno uno dei due non abbia pagato l’intero importo. Se a pagare è il proprietario, questi ha diritto di ottenere la restituzione dell’intera somma da parte del responsabile.

Se, invece, nessuno dei due paga, arriverà ad entrambi una cartella esattoriale. Il titolare dell’auto, però, rischia anche il fermo amministrativo. La decurtazione dei punti dalla patente, avviene, invece, nei confronti del conducente.

Contestazione non immediata

Potrebbe succedere che il conducente non venga fermato nell’immediato e, quindi, la multa viene, successivamente, spedita al proprietario. Se, poi, la contravvenzione prevede anche la sottrazione dei punti della patente, l’intestatario ha l’obbligo di comunicare i dati dell’effettivo conducente del veicolo. Il tutto, entro 60 giorni dal ricevimento della multa. Se non invia i dati o lo fa in ritardo, subisce una seconda sanzione che va da 282 a 1.142 euro, senza subire la decurtazione dei punti. Tale è la cosiddetta multa per mancata comunicazione dei dati del conducente. Per quanto attiene, invece, alla responsabilità rispetto alla sanzione economica, valgono le stesse regole illustrate in precedenza.

L’assicurazione paga in caso di auto in prestito?

A questo punto si ci chiede: “nel caso in cui l’utilizzatore dell’auto in prestito faccia un incidente, l’assicurazione è tenuta a pagare?” In tal caso, sebbene sussista una responsabilità oggettiva del proprietario del mezzo, questi deve essere coperto dalla polizza rc-auto. Pertanto, l’assicurazione dovrà pagare i danni all’altro conducente. Il titolare del mezzo, però, subirà un aumento della classe di merito.

E’ bene sapere, però, che sussistono alcune polizze che prevedono limitazioni di responsabilità, coprendo soltanto per sinistri causati dall’intestatario del mezzo e non da terzi. In tal caso, il risarcimento cadrà sul proprietario dell’auto. Tuttavia, se il sinistro è da imputare in toto all’altro conducente, sarà l’assicurazione di quest’ultimo a dover risarcire. In tal modo, ovviamente, non si avrà neppure un aumento della classe di merito per la parte che ha subito il sinistro e che è esente da responsabilità. Abbiamo, così, visto cosa rischia chi presta la propria auto. Tuttavia, non rischierà di incorrere in responsabilità penali derivanti da investimenti o incidenti, che ricadono esclusivamente sul conducente.

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