Bonus carburanti 2026, fino a 200 euro tra aiuti alle famiglie e buoni aziendali: cosa cambia

Il bonus carburante nel decreto ter torna al centro del confronto politico mentre i prezzi di benzina e diesel restano una voce pesante per molte famiglie. Al momento, però, il punto da chiarire subito è uno: nessuna misura è ancora definitiva o approvata. Il dossier è aperto e le regole possono ancora cambiare durante l’esame parlamentare.

In discussione ci sono due interventi diversi. Da una parte c’è il possibile aiuto diretto alle famiglie con ISEE basso. Dall’altra c’è il capitolo dei fringe benefit per i lavoratori dipendenti, che passerebbe attraverso le aziende. Per questo motivo è importante non confondere i due strumenti, perché requisiti, importi e modalità sono molto diversi.

Bonus carburante famiglie: ISEE, importo e coperture

Il primo capitolo del bonus carburante nel decreto ter riguarda le famiglie con redditi più bassi. Anche in questo caso serve prudenza, perché nessuna misura è ancora definitiva o approvata. Gli emendamenti presentati in Parlamento indicano una soglia ISEE che cambia a seconda delle proposte. In alcune versioni il limite è fissato a 20.000 euro, in altre scende a 15.000 euro.

L’importo ipotizzato è di 100 euro una tantum. Si tratterebbe quindi di un contributo una sola volta, pensato per alleggerire almeno in parte il costo del rifornimento. Infatti l’obiettivo politico è sostenere i nuclei che usano l’auto ogni giorno per lavoro, scuola o necessità familiari e che soffrono di più il caro carburanti.

Un altro aspetto importante riguarda il trattamento fiscale. Nelle ipotesi allo studio il bonus sarebbe esente da reddito imponibile e non peserebbe sul calcolo ISEE. In questo caso il vantaggio è semplice da capire: chi riceve il contributo non rischierebbe di perdere altre agevolazioni collegate al reddito o alla situazione economica del nucleo.

Le coperture, secondo le bozze discusse, arriverebbero dall’extra gettito IVA legato proprio all’aumento dei prezzi dei carburanti e da un fondo dedicato da circa 1 miliardo di euro. Va ricordato che questo schema usa una parte delle maggiori entrate fiscali per finanziare il sostegno. Tuttavia restano da definire platea, tempi e modalità operative.

Fringe benefit aziendale: fino a 200 euro ma non per tutti

Il secondo binario del bonus carburante nel decreto ter riguarda i lavoratori dipendenti, ma con una logica diversa. Qui non si parla di un contributo diretto versato dallo Stato alle famiglie. Si parla invece di fringe benefit, cioè di buoni o vantaggi riconosciuti dall’azienda al dipendente all’interno del welfare aziendale.

L’ipotesi in esame prevede un valore fino a 200 euro per dipendente. Inoltre anche questo beneficio dovrebbe essere escluso dal reddito imponibile, con un vantaggio fiscale immediato per chi lo riceve. Allo stesso tempo, però, è decisivo un punto che spesso genera confusione: il beneficio non è automatico e dipende dalla scelta del datore di lavoro.

Per questo motivo non tutti i lavoratori avrebbero accesso al bonus. Un’azienda potrebbe decidere di riconoscerlo, mentre un’altra no. In questo caso il criterio non è l’ISEE della famiglia, ma la decisione dell’impresa di usare questo strumento di welfare. Va ricordato che si tratta quindi di una misura selettiva, non universale.

La copertura stimata per questa agevolazione è di circa 10 milioni di euro per il 2026, con risorse attese dal FISPE, il Fondo per interventi strutturali di politica economica. Infatti il costo previsto è molto più contenuto rispetto al bonus diretto per le famiglie. Anche qui, però, nessun beneficio è operativo finché il testo non viene approvato in via definitiva.

Iter in Senato e scadenza: quando si capirà se il bonus arriva davvero

Il percorso normativo è il passaggio chiave per capire se il bonus carburante nel decreto ter diventerà realtà. Il testo è all’esame della Commissione Finanze del Senato nell’ambito del decreto-legge n. 63 del 2026. È questa la sede in cui vengono valutati gli emendamenti e in cui possono cambiare soglie ISEE, importi, coperture e regole di accesso.

La data da tenere sotto controllo è quella del 29 giugno 2026, termine per la conversione in legge. Fino a quel momento il quadro resta provvisorio. Inoltre gli aggiornamenti normativi potrebbero modificare i numeri oggi circolati, sia sul fronte della soglia ISEE sia sul valore dei contributi. Per questo motivo è utile leggere con prudenza ogni anticipazione.

Per i lettori il punto essenziale è distinguere le due misure. Da una parte c’è il possibile bonus carburante per famiglie con ISEE basso, con soglia ipotetica di 20.000 euro o 15.000 euro e importo di 100 euro una tantum. Dall’altra c’è il fringe benefit fino a 200 euro per i dipendenti, che però dipende dalla scelta dell’azienda.

Allo stesso tempo va evitato un equivoco frequente: oggi non esiste ancora una domanda da presentare e non esiste un bonus già attivo. Infatti nessuna misura è ancora definitiva o approvata. Solo alla fine dell’iter parlamentare sarà possibile sapere se gli aiuti entreranno davvero in vigore, chi potrà ottenerli e con quali procedure.

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