Cosa provoca nella dieta il picco glicemico e cosa mangiare per evitarlo

glicemia

Dalla colazione alla cena, passando per lo spuntino, per il pranzo e per la merenda, i cibi che si mangiano hanno dei tempi di digestione che non sono uniformi. Per esempio, ci sono i cibi che innescano il cosiddetto picco glicemico e che, di conseguenza, devono essere consumati spesso con molta moderazione. Da parte di chi, per esempio, soffre di patologie come il diabete.

Quella relativa ai livelli di glucosio nel sangue, tra l’altro, è una curva che in genere tocca il suo minimo di mattina, prima di fare colazione. Questo perché dall’ora della cena alla mattina presto, siamo rimasti a digiuno. Mentre la curva relativa al piccolo glicemico, in genere, tocca il suo massimo di giornata in concomitanza con i due pasti principali. Ovverosia, a pranzo oppure a cena e comunque circa un’ora dopo aver finito di mangiare.

Vediamo allora come fare per tenere sotto controllo il picco glicemico proprio attraverso l’alimentazione.

Cosa provoca nella dieta il picco glicemico e cosa mangiare per evitarlo

Nel dettaglio, i cibi che innescano il picco glicemico sono quelli ricchi di carboidrati semplici, in quanto sono più facilmente digeribili. Quindi, lo zucchero, i dolci, le bevande zuccherate, il miele, la frutta, lo yogurt e il latte. Questa è la risposta su cosa provoca nella dieta il picco glicemico.

Anche per questo chi soffre di patologie come il diabete segue una dieta che finalizzata proprio a tenere sotto controllo i livelli di glucosio nel sangue. Altrimenti, poi, si rischia di dover intervenire con la somministrazione di insulina. Per esempio, per quel che riguarda il consumo di pasta e di pane, a chi deve tenere la glicemia sotto controllo, viene in genere consigliato dal medico/nutrizionista il prodotto con la farina integrale.

Mangiare tanta frutta fa bene, ma fino ad un certo punto: ecco perché

A chi ha problemi di glicemia è in genere sconsigliato mangiare la frutta nei due pasti principali, ovverosia a pranzo e a cena. Bisognerebbe preferirla per la prima colazione, a merenda oppure come spuntino. Questo sempre rimanendo lontani dalla cosiddetta frutta zuccherina. In primis l’uva, ma anche i fichi, le banane e i cachi.

Mentre sono da preferire, sempre su via libera da parte del medico/nutrizionista per chi ha bisogno di tenere sempre sotto controllo i valori della glicemia, le mele, le pere e anche le fragole.

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