Con l’ora del tè, attenzione al pericolo plastica nella tazza

Diciamo pure che bere assiduamente il tè non è proprio nelle corde e nella tradizione degli italiani. Resta il fatto che questa pregiata bevanda è la seconda più consumata al mondo, dopo l’acqua. Tantissimi hanno l’abitudine di fare colazione o fare un break con questa rigenerante bevanda. In commercio ce ne sono di tutti i tipi: tè verde, tè bianco, tè nero, tè macha. Non c’è che sbizzarrirsi nello scegliere, provare i vari aromi e godere dei benefici sprigionati da queste foglie tanto preziose.

Possono avere proprietà antiossidanti, diuretiche, antivirali, astringenti. È stata anche dimostrata, per alcuni tipi di tè, l’azione preventiva sui tumori, grazie alla presenza dei polifenoli. È accertata anche un’azione antibatterica degli estratti del tè verde, utile a combattere placca e carie dentale. Quindi mai a privarsi di tutti questi benefici, ma con l’ora del tè, attenzione al pericolo plastica nella tazza.

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Un’importante risultanza scientifica

Su un articolo pubblicato a cura dell’università canadese McGill University si espongono i risultati di particolari prove in laboratorio sulle bustine del tè. Dagli esperimenti del team universitario emerge come certe bustine di tè comunemente in commercio, quando immerse nella tazza, rilascino delle microparticelle di plastica. Nello specifico, si tratta di pet e di nylon. Tuttavia, ciò che lascia sconcertati è l’alta concentrazione di residui rinvenuta in ogni singola tazza di tè. Va ricordato che si tratta di bustine assolutamente approvate per la messa in commercio ad uso alimentare.

Con l’ora del tè, attenzione al pericolo plastica nella tazza

L’esperimento è stato effettuato svuotando quattro bustine da quattro tè diversi. Le bustine vuote sono state successivamente immerse in acqua a 95 gradi, e lasciate per il  tempo necessario per la preparazione di un tè.

Poi si è passati al filtraggio dell’acqua e i residui raccolti sono stati analizzati con l’ausilio di specifici macchinari da laboratorio. Si è così scoperto il rilascio nell’acqua di miliardi di microplastiche e di nanoplastiche. Infatti, l’impiego di sostanze chimiche sbiancanti e di polimeri termoplastici, anche nel caso di bustine di tè in buste di carta, è molto comune.

Come regolarsi dunque? Si potrebbe pensare di mettere in pratica un prezioso consiglio, in via del tutto precauzionale. Ossia evitare il contatto di queste bustine con l’acqua calda, immergendo nella tazza direttamente il tè contenuto nelle bustine. Poi si filtra il tutto con un colino nel momento in cui si versa in tazza. In alternativa si potrebbe pensare di acquistare il tè sfuso. A quel punto potremmo procedere con la medesima operazione di immersione in acqua e di successivo filtraggio.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze a riguardo, consultabili qui»)

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