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Come rendere davvero allenante la corsetta mattutina

Andare a correre è per molti il modo più semplice ed economico per stare in forma. Basta avere un paio di scarpe adatto e un po’ di forza di volontà. La corsetta è certamente un allenamento low budget, ma molti ne sottovalutano la complessità.

Correre è un’arte, come direbbe il maestro della narrativa Haruki Murakami, e non tutti sanno correre nel modo giusto. Non è solo una questione di tecnica, ma anche di modalità d’allenamento. Se è vero che nel breve periodo correre per lunghe distanze a passo costante può portarci qualche beneficio, nel lungo termine non è così premiante.

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Addirittura, correre nel modo sbagliato può portare infortuni o patologie che si cronicizzano (come la pubalgia).

Inoltre, i benefici in termini di prestazione atletica non sono assicurati. Bisogna saper correre.

Di seguito, vediamo come rendere davvero allenante la corsetta mattutina. Si tratta di modalità d’allenamento che massimizzano i risultati, ripagando tutti i nostri sforzi.

Come rendere davvero allenante la corsetta mattutina, 3 metodi efficaci

Partiamo da un metodo ampiamente citato in letteratura sportiva e altrettanto utilizzato in preparazione atletica. Si tratta del fartlek, metodo introdotto da Gösta Holmer e che rivoluzionò i metodi d’allenamento.

La filosofia alla base del fartlek è quella della variazione d’intensità. Non si corre con passo e pendenze costanti, ma si alterna, così da sottoporre il fisico a sforzi sempre differenti. Un ottimo modo per fare il fartlek è, per esempio, correre nei boschi, arrischiandosi per salite e discese scoscese. Il nostro cuore ne gioverà.

Dal fartlek nasce il secondo metodo d’allenamento. Si tratta di un HIIT fatto con la corsa, un circuito in cui si alternano le intensità in intervalli prestabiliti di tempo.

Per esempio, un ottimo protocollo per iniziare è: cinquanta secondi a passo lento e dieci secondi di scatto, per dodici minuti. Man mano che si migliora, si possono variare gli intervalli fino a trenta secondi di passo e trenta di scatto, aumentando anche il minutaggio complessivo.

Un allenamento rapido, ma non indolore. La garanzia è di guadagnare fiato di seduta in seduta.

Il piramidale

L’ultimo protocollo è il cosiddetto piramidale. Consiste nel correre per distanze sempre maggiori, recuperando tra una corsa e l’altra, fino a raggiungere un picco massimo. Raggiunto il picco, si torna indietro fino alla distanza di partenza.

Per esempio: 500 metri, recupero a passo per due minuti, un chilometro, recupero a passo per due minuti, due chilometri, recupero a passo per due minuti. A quel punto si torna indietro: 1 chilometro, recupero, 500 metri, recupero.

Per onestà: si tratta di allenamento impegnativi. Ma i risultati saranno certi.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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