Chi possiede un buono fruttifero postale dovrebbe sempre leggere questo importantissimo documento per non avere sorprese

Una diffusa forma d’investimento del piccolo risparmiatore rimanda ai buoni fruttiferi postali (BFP). Scopriamo il segreto del successo di questo prodotto e spieghiamo nel dettaglio un particolare prospetto allegato.

Dunque, chi possiede un buono fruttifero postale dovrebbe sempre leggere questo importantissimo documento per non avere sorprese.

I punti di forza dei buoni fruttiferi postali

La fortuna di questi prodotti finanziari è da ricondurre ai seguenti motivi:

  • garanzia dello Stato e presenza di tassi fissi crescenti;
  • certezza dell’accredito del 100% del capitale investito al momento del rimborso del prodotto.  Quest’ultimo può aversi tanto a naturale scadenza, quanto durante la sua maturazione;
  • tassazione agevolata al 12,50% sugli interessi attivi e zero imposte di successione. Si paga solo  l’imposta di bollo del 2X1.000, se il loro valore di rimborso supera i 5 mila euro;
  • assenza totale di costi di acquisto, gestione e rimborso;
  •  la diffusione territoriale degli uffici postali e un passato d’oro che, per adesso, non tornerà più. Il   riferimento è agli anni dell’inflazione alle stelle e dei BFP a lunghissima scadenza che hanno reso   tantissimo.

Tuttavia, i buoni fruttiferi postali hanno anche un neo: il rendimento risicato (qui tutti gli interessi attivi oggi riconosciuti). Anzi, spesso insufficiente se paragonato al tasso d’inflazione di maggio (+1,3%, stime preliminari Istat).

Vediamo qual è questo importantissimo documento per non avere sorprese

Per ogni buono emesso esiste nella pagina web dello strumento una sezione definita “Scopro di più”. Al suo interno troviamo il “Foglio Informativo e tassi”, un prospetto importantissimo che racchiude le informazioni chiave del buono.

Cliccandovi sopra compare anzitutto la serie del buono e la data di emissione.

Aprendo il pdf in realtà è come aprire il bugiardino di un medicinale. Si trovano tutti i dettagli dello strumento e, quindi, la risposta a moltissimi quesiti che può nutrire il titolare del buono.

I contenuti del “Foglio Informativo e tassi”

Procedendo nell’ordine abbiamo:

  •  informazioni su emittente e collocatore, sul prestito e sulla natura del prodotto;
  •  le principali condizioni contrattuali, che spaziano dall’intestazione alla durata, dai tagli e limiti di   importo agli interessi. Ancora, le modalità di acquisto e rimborso, i costi e le spese e il regime   fiscale. Infine, i termini di prescrizione e le info in merito ai casi di sottrazione, smarrimento e   distruzione del buono;
  •  la sezione delle comunicazioni e dei reclami;
  •  la sezione delle condizioni economiche, di norma composta da un paio di tabelle (a volte tre). In   una c’è il tasso effettivo annuo (lordo e netto) di rendimento alla fine di ciascun periodo di   possesso.

Nell’altra vi è l’elenco dei coefficienti per la determinazione del montante lordo e netto. Questo è quanto sarà dovuto alla scadenza di ciascun periodo di detenzione del titolo. In tal modo, il calcolo del montante finale è un gioco da ragazzi. Basterà moltiplicare il valore nominale del buono posseduto per il coefficiente corrispondente all’anzianità maturata.

Dunque, chi possiede un buono fruttifero postale dovrebbe sempre leggere questo importantissimo documento per non avere sorprese.

Approfondimento

Quanto si guadagna con 10.000 euro investiti in BFP?

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