Chi controlla l’uso dei permessi della Legge 104

Chi controlla l’uso dei permessi della Legge 104? La legge 104/92 dà la possibilità ai parenti della persona disabile di richiedere tre giorni lavorativi di permesso al mese, per assistere la persona bisognosa assentandosi dal lavoro. Tuttavia, negli anni non sono stati pochi i dipendenti che hanno utilizzato i permessi retribuiti per riposarsi o per fare ponte a lavoro senza occuparsi del familiare disabile e percependo ugualmente la retribuzione. Chi usufruisce dell’agevolazione deve, dunque, innanzitutto occuparsi del familiare disabile. E quando questo non accade perché il lavoratore anziché assistere il familiare approfitta delle agevolazioni, è giusto che paghi. Il dipendente, in questi casi, rischia il licenziamento senza neanche il preavviso e può incorrere in una sanzione penale per aver indebitamente percepito soldi dallo Stato.

Inoltre, quando la somma percepita indebitamente supera i 4mila euro, rischia anche il carcere dai 6 mesi a 3 anni.

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A questo punto è lecito domandarsi chi controlla l’uso dei permessi della Legge 104?

L’uso improprio dei permessi

Chi usa in modo improprio le agevolazioni previste dalla legge 104, come abbiamo appena visto, rischia ed anche grosso. Questo non vuol dire che i lavoratori che assistono un familiare disabile usufruendo dei permessi della 104 debbano assisterlo h 24 ininterrottamente.  Recentemente la Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 21529 del 20 agosto 2019 ha chiarito in quali casi i lavoratori furbetti rischiano il licenziamento e le sanzioni penali ed amministrative. Si configura un abuso quando non vi è alcun nesso causale tra il permesso richiesto dal lavoratore e l’assistenza del familiare affetto da disabilità.  Quando il lavoratore utilizza i permessi per attività non legate all’assistenza in favore del disabile e non rispetta le necessità del familiare.

Chi controlla l’uso dei permessi della Legge 104

Sia l’INPS che il datore di lavoro possono controllare se i permessi retribuiti sono utilizzati impropriamente dal lavoratore. Pertanto, possono mettere in essere una serie di operazioni volte a cogliere in flagranza di reato il dipendente che abusa dei 3 giorni al mese di permesso senza assistere il familiare disabile. L’INPS, infatti, qualora sospetti l’uso improprio dei permessi può rivolgersi direttamente alla Procura della Repubblica segnalando il caso. La procura procederà ad avviare le indagini.

Di fatto, anche il datore di lavoro potrà svolgere le proprie indagini anche affidandosi ad un investigatore, prima di adire le Autorità competenti per denunciare il reato di indebita percezione del trattamento economico.

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