Aumentano i prezzi dell’energia ma ecco come contestare e cosa fare per non pagare quando arriva una bolletta di luce e gas o internet troppo alta

Tra i contratti più diffusi in Italia ad oggi vi sono sicuramente quelli di somministrazione. Il contratto di somministrazione è previsto dall’articolo 1.559 Codice Civile. È il contratto con cui una parte si obbliga, verso il corrispettivo di un prezzo, a eseguire a favore dell’altra, prestazioni periodiche o continuative di cose. Detto semplicemente sono i contratti di fornitura classici di acqua, luce, gas ma anche internet o televisione a pagamento. Questo tipo di contratti costituiscono quelli più diffusi tra gli italiani e quelli che assorbono una costante fetta di reddito.

Oltretutto molte volte, i contratti di somministrazione vengono stipulati con soggetti, i fornitori, che spesso e volentieri hanno una forza economica molto superiore a quella degli utilizzatori del servizio. Dunque si crea una situazione di forte squilibrio tra la posizione della famiglia che paga le famose bollette, ed il fornitore del servizio.  Questa debolezza della normale famiglia si nota in maniera forte quando sorgono dei problemi e delle contestazioni nel godimento del servizio a pagamento.

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Aumentano i prezzi dell’energia ma ecco come contestare e cosa fare per non pagare quando arriva una bolletta di luce e gas o internet troppo alta

Si pensi all’interruzione improvvisa della luce, del gas o dell’acqua, oppure del servizio di internet. Oltretutto, normalmente, la fornitura di questi servizi è veramente essenziale alla vita di tutti giorni. Si pensi alle difficoltà che può incontrare una famiglia se va via la luce di notte, o si ha bisogno di lavorare con internet, e questo viene a mancare senza preavviso. 

Non solo, si possono avere grandi difficoltà anche quando arriva a casa una bolletta con un costo molto superiore a quello che è lo storico della spesa. A questo punto la famiglia italiana normale si trova di fronte ad un bivio. Può pagare l’importo molto salato e inaspettato del servizio, con difficoltà ancora maggiori ad arrivare a fine mese. Oppure può andare dal giudice dicendo che il fornitore si è sbagliato ed il consumo è stato molto inferiore a quello riportato in bolletta.  

La spiegazione della Corte di Cassazione

A questo punto, però, si pone il problema di provare le quantità di utilizzo del servizio e conseguentemente il suo costo. Normalmente, per i servizi più comuni di acqua, luce e gas, esistono dei contatori che indicano appunto le quantità periodiche di utilizzo. Se il contatore segna la stessa cifra che si trova anche in bolletta sembra molto complicata la posizione della famiglia che voglia contestare queste evidenze. In realtà, però, ecco cosa fare quando arrivano bollette di luce e gas spropositate per evitare di pagare. Aumentano i prezzi dell’energia ma ecco come contestare. Infatti, in soccorso ai consumatori giunge, infatti, la giurisprudenza.

In particolare la Corte di Cassazione con l’ordinanza N. 6562 del 2019 (aprendo un orientamento trattato qui). La Corte spiega che nei contratti di somministrazione la rilevazione dei consumi fatta dal contatore ha la forza di una presunzione semplice di veridicità. Questo significa, in parole semplici  che se i consumatori contestano la quantità segnata dal contatore è dovere del fornitore di dimostrare che il contatore stesso era perfettamente funzionante. Il consumatore dovrà, invece, dopo la dimostrazione del corretto funzionamento del contatore, dimostrare che l’eccesso di consumi è dovuto a fattori esterni al suo controllo. E che comunque non avrebbe potuto evitare tali fattori perché ha vigilato diligentemente sul contatore stesso. 

Si invita a leggere attentamente le Avvertenze riguardo al presente articolo e alle responsabilità dell'autore, consultabili QUI»

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