Assegno unico e universale sui figli, più soldi e niente domanda, ma non per tutti

figli

Anche se è da poco che è entrato in funzione, sull’assegno unico e universale sui figli a carico sotto i 21 anni di età è già tempo di cambiamenti. Infatti iniziano a trapelare notizie riguardanti un aumento dell’assegno da concedere alle famiglie beneficiarie. E si parla tanto anche di un abbattimento degli adempimenti a cui sono assoggettati i richiedenti. Novità che interessano la gran parte delle famiglie visto che si tratta di una misura che ha sostituito tutte le altre con cui le famiglie facevano i conti. Assegno unico sui figli, più soldi e niente domanda ma non per tutti, proprio questo è ciò che potrebbe accadere alla misura, almeno secondo gli scenari più plausibili.

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Assegno unico e universale sui figli, più soldi e niente domanda

Per chi beneficia già di questa misura universale INPS sui figli a carico sotto i 21 anni di età nel 2022, l’erogazione dell’assegno potrebbe rimanere inalterato anche l’anno venturo. In pratica nel 2023, contrariamente a quanto si diceva, è probabile che non ci sarà bisogno di nessuna nuova domanda per poter continuare a percepire il bonus.

In pratica se non sopraggiungono variazioni dei requisiti di accesso, l’INPS provvederà ad erogare il trattamento senza altri adempimenti. Anche l’assegno unico quindi va dritto verso la semplificazione delle procedure di richiesta. Niente più domanda quindi a meno che la famiglia interessata non sia alla prima richiesta, oppure se per la famiglia beneficiaria sono cambiati i requisiti. Nuove nascite per esempio, oppure figli che compiono 18 anni o che superano i 20 e così via.

Tutto diventa automatico

Se il venire meno dell’adempimento relativo all’obbligo di presentazione della domanda è una buona notizia per le famiglie italiane, lo è ancora di più la seconda novità che si apre sull’assegno unico. Infatti pare che dal primo gennaio 2023 si potrebbe materializzare un incremento dell’assegno erogato alle famiglie. In base all’aumento nel tasso di inflazione anche l’assegno unico dovrebbe salire di valore. E già cominciano a trapelare le prime indiscrezioni. Notizie che fanno riferimento al tasso di inflazione calcolato dall’ISTAT. Pare infatti che l’assegno unico dal primo gennaio 2023 potrebbe diventare pari a 190 euro a figlio e sempre al mese. Oggi invece la misura è pari a 175 euro al mese a figlio.

Anche l’assegno unico si indicizza all’inflazione

Si passerebbe quindi da 175 che è la soglia dell’assegno unico 2022 a 190 euro al mese. Questo però sempre prendendo a riferimento l’ISEE delle famiglie. Per nuclei familiari con ISEE fino a 15.000 euro, resterà la soglia massima fruibile. Infatti la struttura del bonus resterà pressoché inalterata, con gli importi a scalare per le famiglie che hanno un ISEE compreso tra 15.000 e 40.000 euro. E per chi non ha prodotto la certificazione ISEE o supera i 40.000 euro, resta l’importo minimo fruibile che però da 50 euro passa a 54.

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