Alla scoperta di Archeoplastica, l’incredibile progetto che mischia archeologia ed ecologia

In Italia ci sono interessanti realtà culturali d’eccellenza. In molti portano avanti piccoli progetti che possono essere motori di cambiamento. Spesso da idee semplici nascono interessanti realtà che poi hanno successo e diventano eccellenze. Oggi vogliamo parlare di un piccolo progetto nato nel nostro Paese che porta avanti importanti ideali di ecologia e sostenibilità. Il nostro Paese gode di una natura meravigliosa e spiagge da sogno  e non solo. Montagne da cui si vede il mare e paesaggi incontaminati sono bellezze all’ordine del giorno. Spesso questa bellezza è messa a repentaglio da problemi ambientali. Inquinamento e contaminazioni sono tra i problemi più diffusi che minano alla radice la bellezza della nostra natura. Oggi andremo alla scoperta di Archeoplastica, l’incredibile progetto nato nel sud Italia che vuole mostrarci l’inquinamento dei nostri mari.

Un progetto che fa riflettere

Le spiagge e i mari italiani sono spesso inquinati e contaminati da sostanze nocive. Basta andare in qualunque spiaggia e troveremo rifiuti come bottiglie ed oggetti di materie plastiche di ogni tipo. Spesso anche le acque sono intrise di microplastiche e altre sostanze pericolose per l’ambiente. Prendendo spunto da questa emergenza, un accompagnatore naturalistico di Ostuni ha iniziato a collezionare i reperti portati dal mare e ha creato un museo. Ora il progetto si è ingrandito e possiede un ottimo sito web nonché pagine social in cui mostra il lavoro che c’è dietro.

Ogni volta che un reperto arriva in spiaggia viene catalogato e identificato e viene messo in mostra nel museo virtuale. Bottiglie di bevande, deodoranti, spazzolini da denti e giocattoli, questi sono solo alcuni dei bizzarri rifiuti che sono portati a riva dalla marea. Spesso e volentieri questi oggetti sono perfettamente conservati e fuori produzione da diversi decenni. La raccolta di questi reperti è piano piano diventata un’operazione di archeologia industriale che ci riporta indietro nel tempo.

Alla scoperta di Archeoplastica, l’incredibile progetto che mischia archeologia ed ecologia

Il progetto Archeoplastica non si limita ad una raccolta di rifiuti. I promotori mirano infatti a sensibilizzare il pubblico sul problema dell’inquinamento dei nostri mari. Moltissimi dei rifiuti che vengono registrati sono stati prodotti anche cinquant’anni fa e sono nell’ambiente da decenni. Spesso tramite gli scarichi si immettono nel mare e viaggiano per decenni, rilasciando sostanze nocive, ma non solo. In certi casi possono anche essere ingeriti da pesci e molluschi, causando danni irreversibili. Il problema delle plastiche e dei rifiuti è un vero e proprio allarme per il nostro ecosistema. Se amiamo l’ambiente possiamo anche noi supportare questa brillante iniziativa che è Archeoplastica.

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