Alcuni commettono inconsapevolmente un errore coltivando vicini questi ortaggi incompatibili, ecco perché non bisogna farlo e una regola d’oro da seguire

Alcuni commettono inconsapevolmente un errore coltivando vicini questi ortaggi incompatibili, ecco perché non bisogna farlo e una regola d’oro da seguire. La disposizione delle coltivazioni in un orto è importantissima. Mettere vicine piante incompatibili può ostacolarne la crescita. Invece, i giusti abbinamenti possono risultare vantaggiosi per quelle che ne sono coinvolte.

In taluni casi perché allontanano spore patogene o insetti nocivi. In altri perché capaci di aumentare la fertilità del suolo o di influenzare in positivo il sapore degli ortaggi da raccogliere. Si pensi al caso delle cipolle e delle carote. Le carote allontanano le mosche delle cipolle e le cipolle allontanano quelle delle carote.

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In gergo tecnico si parla di consociazione. In questo articolo vedremo quali ortaggi è sconsigliato abbinare in un orto per favorire la buona riuscita del raccolto. Si consiglia di piantarle ad una distanza di almeno un metro l’una dall’altra.

Una regola d’oro della consociazione: mai abbinare ortaggi della stessa famiglia!

Ad un’analisi superficiale, l’idea di coltivare vicine piante come melanzane, patate e pomodori può sembrare geniale. Un modo per ottenere il doppio risultati con metà dell’impegno. In fondo appartengono alla stessa famiglia di piante. In realtà, questo è un importante errore di valutazione per due fattori: hanno le stesse esigenze nutritive (e non è un vantaggio) e la tendenza ad attirare gli stessi parassiti. Sapendo ciò è semplice capire perché metterle vicine non solo non è un’idea geniale, ma è anche da evitare.

A titolo informativo, riportiamo le famiglie di ortaggi e alcune delle colture che vi appartengono:

  • chenopodiacee: spinaci, bietole da coste e da orto;
  • composite: indivie ricce e scarola, lattuga, radicchi, cicorie, carciofi;
  • crucifere: ravanelli, rucola, cavolfiori;
  • cucurbitacee: zucchine, zucche, cetrioli;
  • leguminose: piselli, lenticchie, ceci;
  • liliacee: cipolle, aglio, asparagi;
  • solanacee: melanzane, pomodori, patate;
  • ombrellifere: finocchi, sedano, carote;
  • graminacee: mais, avena, orzo.

Alcuni commettono inconsapevolmente un errore coltivando vicini questi ortaggi incompatibili, ecco perché non bisogna farlo e una regola d’oro da seguire

La regola appena citata non è l’unica di cui tenere conto. Alcuni ortaggi non possono essere coltivati assieme ad altri anche se non fanno parte della stessa famiglia poiché incompatibili. Le conseguenze di un abbinamento sbagliato sono delle più disparate. Ad esempio, le piante coinvolte potrebbero sottrarsi il nutrimento e ostacolarsi nello sviluppo.

Concludiamo con una rassegna delle consociazioni sconsigliate tra alcuni degli ortaggi più coltivati:

  • barbabietole rosse: patate, porri;
  • carote: sedano;
  • cavoli: aglio, cipolle e patate;
  • cetrioli: patate, zucca e pomodori;
  • cipolle e aglio: leguminose, cavoli, broccoli;
  • peperoni: fagioli;
  • finocchi: fagiolini rampicanti e nani, broccoli, cavolfiori;
  • patate: zucche, cetrioli e cavoli;
  • piselli: cipolle, aglio e patate;
  • pomodori: cavoli, rape e finocchi;
  • porri: leguminose;
  • zucche: patate;
  • porri: barbabietole rosse, fagioli rampicanti, piselli;
  • broccoli: aglio, cipolle, finocchi.

Da oggi è bene prestare attenzione a non commettere più questo errore. È probabile che chiunque abbia un minimo di esperienza nella coltivazione di un orto ne fosse già consapevole. Ma forse sono proprio alcuni neofiti a compiere questo grave errore. Chi si sta informando perché prossimo a dar vita al proprio orto partirà con una marcia in più.

 

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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