2 monete da collezione e che potrebbero valere 2.000 euro

Sfogliando i vari cataloghi dedicati alla numismatica, è molto facile comprendere che sono pochissime le monete in euro che vale la pena collezionare. Infatti, quelle degne di nota in genere sono quelle rare e con errori di conio; oppure quelle commemorative, possibilmente in fior di conio.

A quest’ultimo gruppo, ad esempio, appartengono le monete “Flora e Fauna nell’arte”, coniate dal 2011 al 2016, dedicate alle correnti letterarie. Le prime furono a tema “Antica Roma”, alle quali poi si susseguirono, negli anni successivi, le emissioni dedicate al Medioevo, al Rinascimento, al Barocco, al Neoclassicismo e Rococò. Le ultime del 2016 furono invece dedicate all’Età Contemporanea. In questo articolo, analizzeremo nel dettaglio proprio queste 2 monete da collezione e che già oggi potrebbero valere una bella fortuna.

Dettagli estetici e valori nominali

Queste due monete, coniate dalla Zecca dello Stato, sono entrambe in oro 900 ed hanno, rispettivamente, un valore nominale di 20 e uno di 50 euro.

Partiamo dalla moneta da 20 euro. Dal punto di vista estetico, questo esemplare presenta sul dritto un busto femminile, ripreso dal celebre affresco “Floralia” di Ettore De Maria Bergler. In basso troviamo il nome dell’autore “A. MASINI”, mentre lungo i bordi, ornati da perline, compare la scritta “REPUBBLICA ITALIANA”.

Sul rovescio, invece, troviamo un’altra figura femminile con festone floreale, anch’essa tratta dal medesimo affresco di Ettore De Maria Bergler. Inoltre, abbiamo in alto la scritta “FLORA NELL’ARTE”, a sinistra il valore nominale “20 EURO” e a destra l’anno di emissione “2016”.

Per quanto riguarda l’esemplare da 50 euro, anche qui troviamo sul dritto una figura femminile ornata da corona di alloro, allegoria dell’Italia. La figura, contornata da un bordo di perline, proviene dal fregio dell’Aula di Montecitorio, ad opera di Giulio Aristide Sartorio. In alto, abbiamo la scritta “REPUBBLICA”, poi una stella a 4 punte e un’altra scritta “ITALIANA”. A sinistra, della donna troviamo il nome dell’autore “V. DE SETA”, mentre a destra la lettera “R”, simbolo della Zecca.

Sul rovescio, invece, vi è un cavaliere che agita i colori dell’Italia, particolare anch’esso tratto dall’opera di Giulio Aristide Sartorio. Nel giro, in alto, troviamo la scritta “FAUNA NELL’ARTE”, a destra l’anno di coniazione e in basso il valore nominale “50 EURO”.

2 monete da collezione e che potrebbero valere 2.000 euro

Coniate con qualità proof, queste due monete si differenziano tra loro per dimensioni, peso, tiratura e valore di mercato. In particolare, abbiamo:

  • l’esemplare da 20 euro, con un diametro di 21 mm, un peso di 6,45 g ed un contingente di 1.200 pezzi;
  • quello da 50 euro, invece, ha un diametro di 28 mm, un peso di 16,13 g ed una tiratura di 900 pezzi.

Per quanto riguarda il valore, nel 2016 il prezzo della moneta da 20 euro era di 310 euro, mentre quella da 50 valeva 740 euro. A distanza di più di 6 anni, questi valori sono praticamente raddoppiati. Infatti, attualmente, chi dovesse metterle in vendita potrebbe guadagnare fino a 2.000 euro.

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Chi possiede queste preziosissime monete con Giovanni Paolo II potrebbe guadagnare un bel po’ di soldi rivendendole

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