Un’altra tegola si abbatte sui proprietari di case

Per decenni la casa ha rappresentato una vera certezza per gli italiani. Il mercato del lavoro molto stabile rendeva le famiglie stanziali. Comprare casa significava quindi garantire alla propria famiglia una sicurezza abitativa nel lungo termine. Al contempo, il mercato immobiliare in continua crescita determinava un costante e progressivo aumento del valore dell’investimento. L’attuale contesto socioeconomico ha letteralmente stravolto questo paradigma.

Gli immobili, pur mantenendo la propria funzione principale, sono diventati un investimento sempre meno attrattivo. Le tasse in costante aumento e i costi proibitivi per molti hanno depresso un mercato ormai ai minimi. La pandemia ha contributo spingendo molte famiglie a preferire i piccoli centri rispetto alle grandi città. Questa tendenza rischia di abbattere i costi degli immobili delle periferie metropolitane. In questo contesto, un’altra tegola si abbatte sui proprietari di case che percepiscono redditi da locazione.

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Gli affitti brevi

In passato, i piccoli investitori immobiliari, acquistavano appartamenti nel tempo per concederli in locazione. I mercati più remunerativi erano quelli delle zone di vacanze e delle città d’arte e universitarie. In questi contesti erano possibili locazioni di breve durata e, quindi, più costose e con meno rischi. Con la Legge di Bilancio 2021 un’altra tegola si abbatte sui proprietari di case concesse in locazione di breve durata. Il comma 595 della norma stabilisce infatti un preciso limite per i privati che percepiscono redditi da locazione breve. Dal nuovo anno, chiunque percepisca redditi da più di quattro immobili diventerà automaticamente un imprenditore del settore. Dovendo quindi sottostare a regole molto più rigide e tasse più elevate. Insomma, per molti proprietari immobiliari si prospettano tempi duri.

Un’altra tegola si abbatte sui proprietari di case

Con la nuova normativa, chi concede in locazione più di quattro immobili per brevi periodi dovrà aprire obbligatoriamente la partita IVA. Inoltre, i neoimprenditori dovranno pagare i contributi e tenere la contabilità. Le aliquote non saranno più forfettarie ma proporzionali al reddito. In altre parole, saliranno costi e adempimenti e scenderanno i guadagni netti. Un’altra tegola si abbatte sui proprietari di case proprio quando il mercato è sui minimi. Insomma, anche vendere le case per evitare i nuovi adempimenti potrebbe rivelarsi economicamente svantaggioso. Il rischio è quello di vedere sempre più immobili vuoti e sfitti o, peggio, assistere ad un aumento delle locazioni in nero. I vantaggi previsti per le imprese immobiliari non sembrano infatti compensare gli oneri.

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