Tutti pazzi per le operazioni in token, ecco come funzionano

Ultimamente fioccano le proposte di acquisto di strumenti finanziari nuovi, i token, regolati su piattaforme blockchain. Ci arrivano da consulenti, banche e aziende. Ci promettono che, se sosterremo un certo progetto (con vecchi rischi e modalità nuove, hi-tech) riceveremo plusvalenze su diritti, debiti o azioni.

Le security token offers stanno sostituendo le operazioni di venture capital e crowfunding. Questi “super affari” ce li propongono soprattutto in fase di “prevendita privata”, prima dell’offerta pubblica. Attenzione alle truffe, però. Ce ne sono già molte in giro. Prima di entusiasmarsi per i token, è meglio capire come funzionano. Con noi del team di Esperti di Finanza e Mercati di ProiezionidiBorsa.

Cosa sono i security token

Tutti pazzi per le operazioni in token, ecco come funzionano. I security token possono essere di diversa tipologia.

Gli investment token, hanno finalità speculativa, come gli strumenti finanziari partecipativi. Gli asset token sono rappresentativi di un diritto di credito su beni tangibili come auto d’epoca, diamanti. Oppure su beni intangibili: il godimento dei diritti di una canzone. Poi ci sono i token rappresentativi di un debito come le obbligazioni. Gli equity token rappresentano il capitale sociale dell’azienda che li emette in una Equity Token Offering (ETO).

Tutti pazzi per le operazioni in token, ecco come funzionano

“Attenzione alla truffe”, spiega a ProiezionidiBorsa Mario Andriotto, docente a contratto di finanza aziendale all’Università Bocconi di Milano. “Nei documenti devono essere ben identificati i diritti incorporati nel security token e l’inquadramento giuridico di riferimento. Per esempio, in Italia non è possibile registrare equity token. Inoltre, deve essere indicata la piattaforma blockchain su cui è emesso il token”. Dunque, ci devono presentare un prospetto informativo chiaro e un contratto di vendita ufficiale. Ci devono consegnare un documento (whitepaper) che descrive il progetto imprenditoriale, la STO e il security token.

Quando conviene comprare security token

Cosa fare se ci offrono dei security token in prevendita privata? Meglio attendere l’emissione? Se si tratta di una start up, sempre meglio comprare token che partecipare a una operazione di crowfunding.

“Perché mai un investitore giapponese dovrebbe venire a finanziare una start up italiana senza leggere un progetto?”, commenta Andriotto.

“Perché dovrebbe comprare quote non negoziabili su un mercato secondario? I token si scambiano sulle piattaforme di cryptovalute. Si comprano e vendono senza venire in Italia, senza andare da un notaio, con un click. Quando un investitore decide l’acquisto, gli arriva una specie di IBAN. Paga con un bonifico o una criptovaluta e riceve i token. In un attimo ne è proprietario”. Insomma, rispetto all’acquisto di un’azione, si saltano un bel po’ di passaggi: la Borsa, il Notaio, il monte titoli e l’intermediario finanziario. Tuttavia, è un mondo nuovo. Prima di spendere, i progetti, bilanci e dati finanziari, controlliamoli bene.

Quando conviene emetterle

Invece di quotare la propria azienda all’AIM spendendo 500.000 euro, ne servono meno di 100mila. Ora va molto la seguente formula: digitalizzare una holding svizzera controllante di una società italiana. Le prime operazioni hanno raccolto 500.000 euro nella sola prevendita. Chi ha molti followers sui social, ci mette un attimo.

In Italia un crowfunding raccoglie al massimo 300mila euro. Qualcuno in Germania ha digitalizzato la proprietà di automobili Ferrari e quadri. I proprietari dei token usufruiscono di diritti speciali: l’uso una tantum dell’auto per i loro eventi, per esempio. Mentre gli emittenti dei token sono sicuri che, il giorno che volessero vendere il bene, possono farlo subito. E senza i salassi di una banca o una casa d’aste.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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