Titoli azionari da vendere anche se sottovalutati

A volte il destino di un titolo azionario non dipende né dalla sua sottovalutazione né dalla sua impostazione grafica, ma dalla situazione politica al contorno. Questo è ancora più vero quando si tratta di settori strategici come l’energia e le telecomunicazioni. Per questo motivo tra i titoli azionari da vendere anche se sottovalutati (o comunque da non acquistare) c’è sicuramente Telecom Italia.

Molte, infatti, sono le decisioni importanti da prendere (dalla rete unica all’OPA) il cui risultato potrebbe dipendere dalla maggioranza di Governo dopo le elezioni del 25 settembre.

Titoli azionari da vendere anche se sottovalutati

Che le azioni Telecom Italia siano sottovalutate è evidente qualunque sia l’indicatore utilizzato. Ad esempio, considerando il rapporto tra prezzo e fatturato, notiamo che Telecom presenta una valutazione 0,3, molto inferiore a quella media del suo settore di riferimento 4,6. In questo caso la sottovalutazione relativamente al settore di riferimento è superiore al 90%. Va, però, osservato che 0,3 è un livello basso in assoluto e non solo rispetto ai competitors. Analogo risultato si ottiene andando a considerare il Price to Book ratio.

Se, poi, si considerano le prospettive di crescita sia del titolo che del settore di riferimento, la sottovalutazione, secondo quanto riportato sulle riviste specializzate, è superiore all’80%.

Secondo quanto riportato sulle riviste specializzate, per gli analisti che coprono Telecom Italia il giudizio medio è accumulare con un prezzo obiettivo medio che esprime una sottovalutazione del 60% circa rispetto alle attuali quotazioni. Quello che colpisce, però, è la forte differenza tra lo scenario più ottimistico e quello più pessimistico.

Gli obiettivi ribassisti secondo l’analisi grafica

Il titolo Telecom (MIL:TIT) ha chiuso la seduta del 26 agosto in rialzo dello 0,24% rispetto alla seduta precedente, a quota 0,2075 euro.

La tendenza in corso è ribassista e ha trovato un valido supporto in area 0,2041 euro. Un livello che già in passato aveva frenato la spinta dei ribassisti. La mancata tenuta di questo supporto potrebbe favorire il raggiungimento dell’obiettivo più probabile in area 0,1774 euro (I obiettivo di prezzo). A seguire, poi, le quotazioni potrebbero scendere fino al II obiettivo di prezzo in area 0,1074 euro. La massima estensione rialzista, invece, potrebbe andare a collocarsi in area 0,0374 euro.

Viceversa, i rialzisti potrebbero riprendere il controllo della tendenza in corso nel caso di una chiusura giornaliera superiore a 0,2207 euro.

Da notare che anche a livello settimanale la proiezione in corso è saldamente ribassista.

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