Tassa patrimoniale al 10%, è questo che chiede all’Italia l’FMI?

Un tassa patrimoniale sui valori mobiliari al 10% è questo che l’FMI chiede all’Italia?

Troppo spesso e continuamente le voci per una tassa patrimoniale o una super tassa si susseguono senza sosta.

Purtroppo, con un debito che continua a crescere ogni mese sempre di più, ai grandi manager dell’FMI non è venuto in mente nessuna altra idea. I provvedimenti governativi vengono costantemente presi con regolari e maggiori spostamenti del deficit pubblico. E quindi, almeno per adesso, sembra che non vi siano troppe soluzioni alternative.

Il rapporto debito/PIL è arrivato al 160% e sicuramente lo supererà a breve

Con oltre 140 miliardi di debiti in più solo nell’anno 2020, le possibilità di manovra sono veramente poche.

In una situazione come questa, anche l’FMI (acronimo per Fondo Monetario Internazionale) ha gettato la spugna e ha suggerito di creare un meccanismo con il quale i più ricchi saranno costretti a finanziare almeno una considerevole parte del deficit esistente.

Come sempre la piazza chiede di far pagare la crisi “ai ricchi e ai padroni”. È questa la soluzione più giusta ed ottimale?

Cosa possiamo aspettarci e quali sono i futuri scenari?

Quali sono le due ipotesi?

Prelievi sui conti correnti come nel 1992 col Governo Amato o tassa sugli immobili come con il governo Mario Monti negli anni 2011-2012.

Tassa patrimoniale al 10%, è questo che chiede all’Italia l’FMI? Le proposte

L’FMI suggerisce al nostro Paese “dei contributi” a carattere temporaneo sui ricchi e sui redditi più alti.

Vediamo la logica e la metodologia.

La logica è quella di far pagare l’immenso debito ai più ricchi con tasse di natura temporanea.

La metodologia è quella di creare una patrimoniale ad hoc sui patrimoni più alti.

Tra le varie ipotesi, la più realistica sarebbe quella di una tassa a scaglioni sul patrimonio oltre 500.000,00 euro. Con una aliquota iniziale dello 0,2% fino ad un milione, per poi crescere e salire al 2% o 3% per i patrimoni oltre i 50 milioni di euro.

In questo modo non si colpirebbe in maniera forzosa ed indiscriminata il risparmio della popolazione italiana ma soltanto quello di un ristretto gruppo di soggetti.

Per i patrimoni oltre un miliardo di euro, vere nubi di tempesta, in quanto le aliquote potrebbero essere maggiori.

Si dovrebbero colpire anche i patrimoni all’estero che producono redditi nel nostro Paese.

Per gli immobili, la soluzione è molto più semplice, in quanto si tratterebbe di revisionare le rendite catastali verso l’alto. E questo comporterebbe un vero bagno di sangue per i piccoli proprietari. Non solo si vedrebbero aumentare le imposte sugli immobili che si sono deprezzati enormemente nel periodo pandemico, ma non avrebbero nessuna maggiore tutela verso le loro proprietà. Questi provvedimenti sono già nell’aria?

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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