Spopola il facile trucchetto dei forfettari per pagare meno tasse, allarme rosso sui falsi minimi

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In questi ultimi giorni si sta parlando tanto in Italia della tassa piatta. Che è il regime fiscale agevolato al 15% nel quale rientrano tanti piccoli imprenditori, lavoratori autonomi e liberi professionisti a Partita IVA. La flat tax, infatti, è di grande attualità in quanto il Governo italiano di centrodestra vuole alzare il limite di accesso.

Portandolo a regime dagli attuali 65.000 a 100.000 euro quale volume di ricavi o di compensi annui. Pur tuttavia, sorge qualche dubbio sul vantaggio di innalzare il limite della flat tax. In quanto questo in realtà potrebbe essere potenzialmente svantaggioso per le casse dello Stato. Attraverso una maggiore evasione fiscale. Vediamo allora come e perché.

Spopola il facile trucchetto dei forfettari nell’applicazione della tassa piatta al 15%

Sulla tassa piatta al 15%, infatti, basta sforare di un solo euro l’attuale soglia dei 65.000 euro di ricavi o di compensi per passare al regime fiscale ordinario. Che porta all’applicazione dello scaglione IRPEF al 43%. Che è quello più alto. Quindi, la differenza di tassazione è davvero ampia ed anche sconveniente per chi supera la soglia dei 65.000 euro. Anche se di poco come detto.

Ed al riguardo, su dati del 2020, a quanto pare spopola il facile trucchetto dei forfettari. Dato che il MEF ha stimato d’aver incassato, da imprese e lavoratori autonomi, solo il 68,7% delle tasse dovute. Da qui l’ipotesi che tra i forfettari ci siano anche tanti falsi minimi. Ovverosia contribuenti che, in maniera del tutto artificiosa, avrebbero tenuto bassi i ricavi o i compensi. E comunque entro la soglia dei 65.000 euro al fine di non uscire proprio dal regime agevolato della flat tax.

Perché è conveniente restare sotto i 65.000 euro di ricavi o di compensi a Partita IVA

In particolare, nella relazione del MEF allegata alla Nota di aggiornamento al DEF (NADEF), emerge nel complesso un calo dell’evasione fiscale nel nostro Paese. Ma con minori introiti, rispetto a quelli attesi, proprio da parte delle Partite IVA.

Il che fa sorgere il sospetto che, per rientrare nella soglia della tassa piatta, molti forfettari, in realtà falsi minimi, abbiano dichiarato al Fisco meno del reale proprio per continuare a mantenersi all’interno del regime fiscale agevolato.

Perché pagare l’imposta sostitutiva al 15%, senza l’IVA ed evitando lo scaglione di imposta IRPEF al 43%, ha chiaramente la sua bella convenienza. E questo trucchetto, ai danni dello Stato italiano, avrebbe causato un ammanco per ben 28 miliardi di euro. Proprio da quando in Italia vige il regime fiscale forfettario.

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