Sotto le macerie del Covid come è messa la solidità del Governo?

Governo Conte

Capita spesso, in situazioni in cui si deve far fronte ad un grave rischio, o comunque in situazioni emergenziali, che un Governo rinsaldi le fila della sua maggioranza, attutendo differenze e contrasti tra i partiti che lo compongono.

Anche per questo motivo, è probabile che l’esecutivo cosiddetto giallo-rosso abbia retto tutto questo tempo, senza una di quelle crisi che, periodicamente, fanno cambiare Governo al nostro Paese.

Del tutto naturale, quindi, che l’allentarsi di certi pericoli, di certe situazioni, faccia spesso riaffiorare antiche distinzioni e contrasti, sopiti da tempo.

È quanto si sta verificando anche con questo esecutivo, soprattutto a seguito delle prospettive di possibile sconfitta o, quanto meno, significativo contenimento della pandemia, a fronte della diffusione di vaccini efficaci nel prossimo futuro.

Occorre quindi chiedersi: sotto le macerie del Covid come è messa la solidità del Governo?

Certamente la pandemia lascia uno strascico di macerie umane ed economiche non indifferenti ed è tuttora in atto.

Ma, nonostante questo, la politica sta probabilmente già guardando oltre.

Soprattutto pensando che si debba già programmare un futuro, legato anche a scadenze come quelle della legge finanziaria, o del Recovery Plan.

Ecco quindi riaffiorare quelle differenze, che parevano in parte svanite nel precedente periodo.

Principalmente stanno emergendo differenze, tra i partners di Governo, su questi quattro punti:

  • Patrimoniale
  • Navigators e reddito di cittadinanza
  • Recovery Plan

Patrimoniale

Quello della patrimoniale è uno di quei temi che maggiormente divide non solo partiti diversi, ma anche differenti sensibilità nell’ambito dello stesso partito.

Soprattutto in partiti, come il PD, che ha messo insieme culture politiche molto diverse.

Basti pensare ad un dirigente come Marcucci, rimasto nel PD ed amico personale di Renzi, proveniente dal partito liberale, con uno come Orfini, dell’area di sinistra.

Insomma quando si mettono insieme ex comunisti ed ex liberali, o democristiani, è inevitabile che su certi temi la si pensi diversamente.

Ma possiamo stare tranquilli che l’ipotesi di patrimoniale, oggetto di un emendamento di alcuni parlamentari, come il citato Orfini, non verrà approvata.

È la stragrande maggioranza dei parlamentari a non volerla, e non solo dell’opposizione.

Una ipotetica approvazione metterebbe in crisi il Governo, non fosse che perché la totalità, o quasi, delle forze di maggioranza sono contrarie. Dai Cinque Stelle al PD, pur con uno sparuto numero di parlamentari favorevole.

Forse solo LeU, cioè quei Liberi ed Uguali, che rappresentavano una delle aree maggiormente a sinistra nel PD, sarebbero compattamente favorevoli.

Ma, appunto, una tale proposta tutto ha, tranne che la maggioranza dei parlamentari disposta a sostenerla.

Comunque tale proposta già ha provocato non pochi mal di pancia ai partiti di coalizione.

Navigators e reddito di cittadinanza

Come i lettori ricorderanno, uno dei cavalli di battaglia dei pentastellati.

Ma non ha funzionato, almeno non come Di Maio e grillini speravano.

Il reddito di cittadinanza doveva distinguersi da una mera misura di politica assistenziale, ed essere strettamente collegato al trovare un lavoro da parte di quella particolare figura, denominata navigator.

Ma il navigator il lavoro è riuscito a trovarlo solo ad un limitato numero di persone, e già i risultati erano fallimentari prima della pandemia.

Pertanto inutile imputare a questa possibile causa il fallimento dell’esperienza.

È evidente, quindi, che i pentastellati certo non vogliano ammettere tale vulnus, e facciano di tutto per lasciare in piedi il provvedimento, con non poca insofferenza da parte degli altri alleati di coalizione.

Ulteriore distinguo, quindi, che si aggiunge agli altri.

Recovery Plan

In questo periodo, oltre ad occuparsi di finanziaria, scostamenti di bilancio e vari DPCM, Conte si deve occupare anche della definizione della struttura che gestirà il Recovery Plan.

A quanto pare sarà a capo di questo organigramma lo stesso Conte, affiancato dai ministri dell’economia e dello sviluppo economico.

Il tutto integrato da un certo numero di consiglieri.

Ma non è tanto la struttura organizzativa a porre problemi.

Il vero problema sono i progetti. Ma come è messa la solidità del Governo sotto le macerie del Covid?

Perché, come opportunamente ha richiamato recentemente la Von der Leyen, non si deve trattare di qualcosa tanto per far vedere che si stanno utilizzando le risorse stanziate, ma deve trattarsi di progetti in grado di rilanciare il PIL del Paese.

Quel PIL che dovrebbe sostenere, del resto, la traiettoria di riduzione del debito, tante volte richiamata, spesso anche a sproposito, da parte di troppi politici.

Ma, a quanto pare, non è che sotto questo profilo si sprechino idee geniali e tra loro coerenti, tra alleati di Governo.

Anzi, il timore è proprio quello che si sprechi questa occasione, con inevitabili, ulteriori ripercussioni su clima politico e tenuta complessiva della attuale maggioranza.

Rimpasto

Come sopra rimarcavo, non è certo un clima disteso, quello che attualmente sta attraversando Governo e maggioranza.

E, puntuale, ecco una richiesta esplicita di rimpasto. Come quella proveniente da Marcucci, quel politico, sopra citato, che non è propriamente uno dei tanti sconosciuti parlamentari, che si aggirano nelle aule parlamentari.

Si tratta del capogruppo del PD al Senato, ed importante imprenditore.

A quanto pare sono soprattutto alcuni ministri, quelli con l’indice puntato contro.

A partire dal guardasigilli, considerato leader della corrente giustizialista dei pentastellati, e da sempre avversato soprattutto da Italia Viva e da politici, appunto, come Marcucci.

Ma anche la ministra Azzolina non ha dato, secondo molti, buona prova di sé.

E probabilmente nei banchi della maggioranza vi sono poi anche altri nomi che alcuni farebbero volentieri a meno di vedere partecipi dell’attuale compagine ministeriale.

Conclusioni

Come è messa la solidità del Governo sotto le macerie del Covid?

Più si intensifica la prospettiva di una fine della pandemia, maggiormente teso si fa il clima politico nella maggioranza.

Con una serie quanto meno di distinguo, che potrebbero rappresentare altrettanti ostacoli sulla permanenza di Conte alla guida dell’esecutivo.

Per il momento il Governo ha retto, ma con il prossimo anno, soprattutto se le speranze nel vaccino saranno confermate, tutto potrebbe cambiare.

In questo articolo, abbiamo esaminato alcuni dei principali temi, che potrebbero far riesplodere visioni e sensibilità, anche molto diverse tra di loro.

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT“.

Consigliati per te