Se la casa è in ristrutturazione si può evitare l’IMU?

Siamo abituati a pensare che l’IMU sia una tassa collegata alla proprietà di un immobile. E indubbiamente lo è. Infatti in caso di locazione l’IMU non viene pagata dall’inquilino, ma dal proprietario.

Tuttavia, se la casa è in ristrutturazione si può evitare di pagare l’IMU? In effetti non rileva soltanto la proprietà, ma anche l’elemento della residenza.

Per esempio, in caso di compravendita di un immobile, il nuovo proprietario può anche effettuare lavori di ristrutturazione radicali e lunghi. In questo caso, può darsi che il proprietario non abbia ancora trasferito la residenza nel nuovo immobile. La residenza, in questo caso, rileva.

Infatti l’art. 2 della Legge 160 del 2019, comma 740, afferma che rileva ai fini IMU l’immobile in cui il proprietario abbia preso la residenza e dimori stabilmente con la sua famiglia. Anche la Corte di Cassazione si è recentemente espressa sul punto con l’ordinanza n. 20130 del 2020. La Corte conferma che la linea dettata dalla legge deve essere rispettata totalmente.

Se la casa è in ristrutturazione si può evitare l’IMU?

Non si possono avere esenzioni dall’IMU se non in casi diversi da quelli previsti per legge.

La legge prevede la residenza come requisito perché l’immobile sia considerato prima casa. Quindi, se il proprietario non ha preso la residenza, non può chiedere di essere esonerato dall’IMU.

Quella casa risulterà, per il Fisco, seconda casa e l’IMU andrà pagata. Del resto, realizzare una straordinaria manutenzione, o una ristrutturazione, non impedisce di prendere la residenza in quell’immobile.

Allo stesso modo, se  la legge deve essere interpretata in senso restrittivo, in caso di ristrutturazione non si può invocare l’esenzione dall’IMU prevista per il caso di immobile in costruzione.

Se un proprietario sta affrontando lavori di ristrutturazione radicale l’unico suggerimento che le pagine di ProiezionidiBorsa possono dare è il seguente. Si può cercare di pagare meno. Infatti la legge prevede che la base imponibile su cui calcolare l’IMU debba essere ridotta del 50% in caso di immobile inagibile.

Se l’immobile è inagibile o inabitabile e “di conseguenza non utilizzato” si può ridurre del 50% il valore su cui si basa il calcolo della tassa. È necessario, però, che il proprietario dimostri la circostanza dell’inagibilità o inabilità con una perizia di un tecnico qualificato. Lo prevede il medesimo art. 2 della legge 160 del 2019, stavolta comma 747.

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