Scuola e aule alternative al tempo del virus

Le porte della scuola italiana si sono riaperte. La grande parte dei nostri ragazzi hanno varcato l’entrata delle loro scuole. Alcuni per la prima volta, altri finalmente sono ritornati a studiare dopo la brusca interruzione dovuta all’emergenza Covid-19.

Da Nord a Sud le scuole hanno cercato e tutt’ora tentano una riorganizzazione sul fronte della prevenzione e della preservazione della salute di ogni famiglia.

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Nonostante ciò, non poche sono le difficoltà organizzative e burocratiche.

La mancanza di insegnanti causa imprevisti nell’assegnazione dei posti, il problema della distribuzione delle mascherine, la messa in sicurezza delle aule e dei luoghi comuni.

Sono tutti inconvenienti legati sia alle mancanze del sistema scolastico italiano, sia alla nuova emergenza alla quale ci siamo dovuti adeguare.

Il Governo ha comunque creduto nella riapertura delle scuole ed è apprezzabile il lavoro fatto sin ora, anche se migliorabile.

Ma come hanno riaperto le scuole?

Sin dai primi propositi sulla riapertura delle scuole, ci si è resi conto che un importante disguido era la mancanza di spazio. Aule troppo piccole per accogliere i bambini mettendo in atto le regole di distanziamento. Pensare a una scuola e aule alternative al tempo del virus non è stato facile.

Si è cercato di ovviare con banchi semoventi e nastri che indicassero lo spazio individuale.

Queste accortezze non sono bastate.

E allora tendoni, palestre, vecchi teatri, prefabbricati sono stati rinnovati per accogliere ragazzi e gli insegnanti.

A Milano, l’Istituto di Via Console Marcello ha istallato sei moduli temporanei comprati dal Comune. Altri sono stati acquistati da Palazzo Marino.

A Roma, è stata concessa l’opportunità di fare lezione all’ombra del Colosseo. Altre classi saranno accolte dalla Curia Iulia al Foro Romano e al giardino Farnesiani sul Palatino.

A Bologna il padiglione 34 della Fiera accoglie ben 75 aule e più di 1600 studenti. La Fiera permette di avere uno spazio attrezzato e raggiungibile facilmente con i mezzi pubblici.

A Napoli la scelta è ricaduta sulle palestre, ancora in attesa dei famosi banchi monoposto.

A Vicenza e dintorni si aprono stanze delle biblioteche comunali, parrocchie, sedi museali. Gli spazi sono pensati pin termini di raggiungibilità e minima distanza dalle sedi scolastiche istituzionali.

Scuola e aule alternative al tempo del virus

I prefabbricati temporanei di cui abbiamo parlato, istallati soprattutto nelle città di Roma e Milano, sono pensati appositamente per gli alunni. Composti da moduli, sono organizzati in modo da consentire uscite differenziate e accessibili ai disabili.

I materiali usati sono il legno e il coibentato, che permettono un migliore isolamento termico e acustico.

Progetti futuri

Il WWF ha messo in campo per l’occasione uno dei suoi progetti: le Aule Natura.

Pensate per i cortili scolastici, è uno spazio pensato per riprodurre ambienti naturali diversi (siepi, giardino, campo, laghetto). Nelle aule natura i bambini e i ragazzi entrano in contatto con l’ambiente come se fossero delle vere e proprie “aule verdi all’aperto”.

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